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Una volta alla settimana compiliamo una playlist di tracce che (secondo noi) vale davvero la pena sentire, scelte tra tutte le novità in uscita.

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... Tutte le tracce che abbiamo recensito dal 2016 ad oggi. Buon ascolto.

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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

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Instant Lake: Ivory Dreams
Freschino eh?

Sogni d’avorio in tinta noire.

Non è vero che i generi musicali scompaiono: semplicemente passano di moda in alcune zone del mondo, ma vengono accolti a braccia aperte in altre. La diffusione capillare dei dischi grazie allo streaming è anche questo: riuscire a farsi ascoltare ovunque ci sia qualcuno che apprezzi senza preconcetti.

Attivi da quasi un decennio (otto, per l’esattezza), i casertani Instant Lake sono tra gli alfieri di quella retro-darkwave in chiave electro che tanto sta spopolando nei dancefloor di mezzo mondo – sotterraneo, s’intende.

Dopo una serie di lavori convincenti (tra i quali vale la pena ricordare una cover straniante e azzeccata di Dunkelheit di Burzum) e uno stile che man mano si è spostato su soluzioni più prettamente elettroniche, i nostri pubblicano oggi questa Ivory Dreams, ballata dondolante e – appunto – sognante in cui le parole di Gennaro De Lena si lasciano cullare nei synth rarefatti e dilatati che sono i rami in movimento raccolti attorno a una drum machine volutamente monotona e quadrata.

Un buon brano, che dimostra l’ottimo stato di salute non solo della band ma del genere tutto, che spesso dove pecca in scarsa originalità riesce a compensare con riletture convincenti ed efficaci come questa Ivory Dreams.

Instant Lake 

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