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Una volta alla settimana compiliamo una playlist di tracce che (secondo noi) vale davvero la pena sentire, scelte tra tutte le novità in uscita.

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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

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Fifth Angel: Resist the Tyrant
Kneel, die, or fight!

Resistere al despota, nonostante tu non sappia più neanche chi sia, come riconoscerlo o se si possa fermare.

Combatti il tiranno, altrimenti dovrai inginocchiarti, tradire te stesso e vivere come un’ombra nella camera d’attesa dell’inferno. Questo ci dicono i Fifth Angel in un brano che vorrebbe rievocare in noi la vecchia smania ribellista che ci ha condotti da ragazzi a scegliere le borchie e gridare al vuoto tutta la nostra frustrazione e paura di vivere in un mondo tra il disincanto edonistico di Boy George e il nichilismo alchemico di Kurt Cobain.

C’è poco da fare, possiamo criticarne la furbesca attitudine vecchia scuola, tanto di moda in questi tempi stranissimi senza un mercato discografico ma con copiosi vinili in stampa come mai in tutti gli anni ‘90 (la decade dei CD, of course), eppure i Fifth Angel, con un brano come questo, ci fanno comunque un favore. Si tratta di un massiccio calcio nel culo all’orgoglio sopito delle nuove e vecchie generazioni, piegate a un tiranno diverso dai vecchi, folli carismatici che vediamo ancora dominare folle in bianco e nero da grossi balconi rinascimentali.

Il tiranno di oggi è impalpabile e non ha neanche un nome e un cognome: è come se il mondo avesse dato in mano a un pilota automatico la propria brama di potere e di produzione, al punto che diabolicamente oggi non si può più neanche individuare un responsabile e sperare che questi si riconosca come tale da solo. E si fermi, certo. Nonostante un quadro tanto negativo (che qualsiasi visione distopica di Netflix gli fa una pippa), possiamo ancora aggrapparci alla musica in quattro quarti di nostalgici metallari anni ‘80 come Ted Pilot e soci, traendone ispirazione per motivarci mentre gestiamo la nostra raccolta differenziata, spegniamo il telefonino una volta tornati a casa e scegliamo di non mettere tra le scorte i prodotti farinacei.

Fifth Angel 

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