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Bring Me the Horizon (feat. Lil Uzi Vert, Daryl Palumbo, Glassjaw): AmEN!
Riunioni importanti

Bring Me the Horizon (feat. Lil Uzi Vert, Daryl Palumbo, Glassjaw)
AmEN!

Paradiso e inferno non sono mai stati così vicini.

«What a ride!» direbbero gli inglesi. E, al netto di tutto, anche quello dei Bring Me the Horizon è stato un viaggio sorprendente, che piacciano o meno. Un tragitto i cui estremi sono quanto di più lontano possibile tra loro – le penne che hanno solcato il copione di Medicine sono le stesse dei deliri deathcore di Tell Slater Not to Wash His Dick – e in cui il passato sembra ormai chiuso a chiave in un baule stagnante in qualche polverosa soffitta dello Yorkshire.

Ma con la pandemia, anche le teste di Oli Sykes e soci hanno iniziato a rimescere e spurgare vecchi istinti rabbiosi, andati a fortificare i pilastri di Post Human: Survival Horror, un album – o meglio, un EP allungato – inaspettatamente violento, zeppo di featuring e sorvegliato da un alone apocalittico figlio dell’incertezza: un lavoro che non si proponeva sicuramente di riportare in auge radici ormai consumate dal tempo, bensì di riacciuffare il periodo clou di Sempiternal e il suo metalcore più pragmatico e maturo.

E se vi parliamo guardando a ritroso è perché il nuovo singolo AmEN! si sposa molto di più al contesto di tre anni fa piuttosto che al nuovo EP Post Human: NeX GEn (fuori il 15 settembre), i cui primi tre estratti sono tutto fuorché capolavori.

AmEN! sembra quasi voler staccarsi irruentemente dal pop rock da classifica di DiE4u, sTraNgeRs e LosT – una maledizione si scaglierà su chi ha ideato ‘sto maiuscolo/minuscolo da adolescente brufoloso su MSN – risultando (per fortuna) fuori fuoco rispetto all’habitat di “canzoncine” coltivato dai pezzi succitati.

Oli, coadiuvato dal prezioso aiuto degli scream di Daryl Palumbo dei Glassjaw, torna a “urlare” sul chitarrone imponente di Lee Malia e sulle tastiere da boss fight di Jordan Fish, riuscendo a impacchettare, per l’ennesima volta – provare per credere – il ritornello perfetto. Saranno in rivolta i detrattori, ma i BMTH non ne sbagliano uno dal 2013, dato di fatto.

Al pastone si aggiunge qualche buona rima di Lil Uzi Vert a caricare il refrain centrale, dopo il quale si libera l’animalesco più recondito degli inglesi, tra groove alt-metal delle sei corde, growl e quel sentore di freni inibitori che perdono la presa.

Il singolo decisamente più riuscito, che ha la parvenza, però, di essere il bel miraggio in un deserto di pop melenso. Speriamo di ricrederci.

Bring Me The Horizon Oli Sykes Glassjaw Lil Uzi Vert Daryl Palumbo 

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