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Oxbow: 1000 Hours
Occhio a 'sti quattro

Quando l’amore va in vacanza.

Se davvero andassimo a scavare tra le band più sottovalutate del panorama artistico musicale underground sarebbero in molti quelli che si alzerebbero a inneggiare al nome degli inimitabili Oxbow. E allora sembra davvero una manna dal cielo il fatto che i quattro di San Francisco abbiano tirato fuori l’annuncio del nuovo Love’s Holiday.

L’album è preceduto dal primo singolo 1000 Hours, collaborazione con Roger Joseph Manning Jr. (Jellyfish, Beck) e sembra che le cose siano esattamente dove devono essere. Proprio lì, dove le avevamo lasciate con l’ultimo, più che convincente, Thin Black Duke, targato 2017.

La formula è la medesima di sempre, eppure sembra ogni volta – grazie a una qualche strana alchimia – nuova. Il mistico Eugene Robinson, uno dei frontmen più autentici del rock americano delle ultime decadi, appare in stato di grazia, dopo le sortite insieme a uno dei più efficaci progetti nostrani, i Buñuel. La tenera malinconia delle liriche, sprezzanti e sardoniche come da tradizione vaudeville, si appoggia al tocco di Niko Wenner, altro membro essenziale della band.

L’orchestrazione e una sorta di maggiore apertura atmosferica sono forse gli elementi che più sembrano sbocciare da questo nuovo singolo. Si parla d’amore: sui generis, ovviamente. «Sono sempre stato dispiaciuto che nessuno capisse che le nostre canzoni erano canzoni d’amore», dice Robinson riflettendo sulla produzione della band negli ultimi 35 anni. E se l’amore potrebbe non essere stato il tema più ovvio nei loro lavori precedenti, nessun dubbio al riguardo, ora.

«1000 Hours si lega in toto alla nostra altra canzone 1000, tematicamente, almeno nella mia mente. Ma girare il video, dato che ero stato operato solo pochi giorni prima, mi è sembrato molto simile a Morte a Venezia di Mann. Sai, quando aspettare di morire non è mai stato così bello, che sembra davvero l’essenza dell’amore. O almeno una delle essenze dell’amore. 1000 Hours è nata dal mood più brillante ed estroverso che si sente nella parte centrale, ma inevitabilmente è emersa l’atmosfera più cupa e introspettiva della coda e dell’intro. Entrambi gli aspetti sono essenziali per Love’s Holiday». E indubbiamente Roger (cori), John David Levy (regista video) e Joe Chiccarelli (co-produttore di Love’s Holiday con Wenner) hanno tutti svolto un lavoro straordinario per sottolineare queste emozioni.

Ancora una volta il sound è febbrile, disorientante, ostile, seducente, sconfitto e trionfante. Un marchio definitivo che autorizza davvero a parlare di cult band.

Oxbow Buñuel Eugene Robinson 

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