New Music

Una volta alla settimana compiliamo una playlist di tracce che (secondo noi) vale davvero la pena sentire, scelte tra tutte le novità in uscita.

Tracce

... Tutte le tracce che abbiamo recensito dal 2016 ad oggi. Buon ascolto.

Storie

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

Autori

Chi siamo

Cerca...

Enforcer: Nostalgia
Anche a noi alle volte ci prende tanto male

Mettere da parte le fascinate borchie sbrilluccicose per una lenta confessione esistenziale fuori di vinile.

In fondo Nostalgia, titolo del brano e anche del sesto album degli svedesotti Enforcer, da un lato rimanda a Scorpions, Twisted Sister, Rainbow e tutto il balladame heavy anni ‘80 europeo, prima che Bon Jovi e Cinderella portassero il livello di melassa e di glitter oltre le soglie di guardia, ma la cosa sorprendente è che il pezzo, dall’altro lato, dissolva quella spensieratezza da revival in una pozza di putrido esistenzialismo, inaspettato per le schiere testosteroniche della nuova onda metallara definita NWOTHM, di cui gli Enforcer sono tra i pioneristici motivatori.

Ed è paradossale come la retorica retrometal che band come questa hanno sempre portato avanti, con pervicacia e fierezza un po’ ridicola (un dettaglio per tutti, i baffi a manubrio del chitarrista in seconda Jonathan Nordwall), non li abbia salvati da quel senso di depressione grunge che assedia tutti i rockettari dal suicidio di Cobain e dal concomitante arrivo dei Limp Bizkit. La nostalgia affligge tutti, sia coloro che si stordiscono di ricordi e suonano canzoni dei bei tempi andati sul Titanic del presente, sia chi invece non riesce a prendersi in giro e guarda il vasellame vintage cosparso sui marciapiedi brulli dell’oggi, con un senso di tristezza e di noia.

Nostalgia alza il sentimento del nostos a livelli di fierezza epica. Olof Wikstrand canta e stringe il pugno contro un tramonto montano che sa di svariati gradi sotto lo zero e che ammicca esteticamente alle pietrose vette californiane dei Darkness di Love Is Only a Feeling e alla natura feroce dalla postura impavida degli Immortal di Blashyrkh. I suoi capelli biondi ancora così possenti e giovinastri, guizzano in faccia alla morte il proprio sdegno da fregatura. La brina cola sul chiodo nero so Eighties e gli immancabili spandex in stile Grease contagiano, nella mente dell’utente, il giro barocco squadrato del lamentoso addio alla giovinezza con il fantasma della povera Olivia Newton-John.

Enforcer Olof Wikstrand 

Vuoi continuare a leggere? Iscriviti, è gratis!

Vogliamo costruire una comunità di lettori appassionati di musica, e l’email è un buon mezzo per tenerci in contatto. Non ti preoccupare: non ne abuseremo nè la cederemo a terzi.

Nelle ultime 24 ore si sono iscritte 4 persone!