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Skold: Blasphemous Rumors
Il ritratto della salute

L’arte del decostruire e reinventarsi usando gli stessi tool di sempre.

Bisogna subito mettere le cose in chiaro: per chi non ha amato alla follia le cose electro-industrial più accessibili degli anni ‘90 questa roba è fuffa. Per chi invece ha perso notti intere ascoltando i dettagli sonori che stavano dietro ai dischi dei vari Nine Inch Nails o KMFDM qui c’è da farsi venire gli occhi a cuore.

Ed è proprio nella band di Amburgo che Tim Skold ha passato molti anni della sua carriera, anche se per i più rimarrà il fautore della rinascita di Marilyn Manson post-primo abbandono di Twiggy Ramirez, con quel piccolo capolavoro dimenticato che è The Golden Age of Grotesque. Già in quel periodo Tim si era approcciato a un brano dei Depeche Mode (la ruffianissima Personal Jesus), che aveva regalato all’ex Anticristo Superstar una hit di successo (anche se mai paragonabile al rifacimento di Sweet Dreams degli Eurythmics), ma stavolta prende in mano qualcosa di meno banale. Non che Blasphemous Rumors sia un deep cut assoluto, ma di certo il fan casuale dei DM probabilmente l’ha ascoltata sì e no un paio di volte. Male, malissimo. Perché il pezzo è uno dei migliori di quell’epoca per la band di Gahan e – a distanza di quarant’anni – la progressione sonora, la costruzione melodica del ritornello e il testo toccante rimangono splendidi nel loro essere di spessore qualitativo assoluto.

Skold prende questo capolavoro e lo immerge in un’ambientazione industrial-rock, claustrofobica e romantica allo stesso tempo, con passaggi che fanno friggere il cervello e spaccano letteralmente il cuore in due. Anche l’interpretazione vocale – fortunatamente distante anni luce da quella inimitabile di Dave – aggiunge quello strato di alienazione che mancava e amplifica a dismisura la disperazione per l’impotenza di fronte allo scorrere degli eventi. A dirla tutta, se l’avesse cantata il suo ex amico God of Fuck qui saremmo di fronte a una cover clamorosa, ma anche così picchia duro e arriva dritta allo stomaco senza colpo ferire.

Se vi scende la lacrimuccia, non preoccupatevi: siete “solo” dei nostalgici che ascoltavano gran bella musica 20/25 anni fa.

Skold Tim Skold Depeche Mode Marilyn Manson 

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