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Marlene Ribeiro: You Do It
La regina degli oceani

Quando il Portogallo si scontra con l’Inghilterra: terra e tradizioni che si incastrano con la psichedelia.

Marlene Ribeiro è quella che, a prima vista, potrebbe sembrare una gemma nascosta, ma basta scavare per ritrovarla a contatto con una delle entità musicali più misterica della Gran Bretagna già quasi 15 anni fa. Marlene inizia a suonare il basso, spostandosi a studiare musica a Manchester dove entra a contatto con quella «loose constellation of stoner weirdos» degli GNOD, con cui spende anni nella base di Islington Mill. Da ricordare senz’altro la sua collaborazione con Thurston Moore, e l’album a quattro mani con quella forza della natura di Valentina Magaletti (Due matte, per Commando Vanessa nel 2020), oltre al suo operato sotto al monicker Negra Branca.

A un certo punto però, l’idea di mettersi in proprio cresce al suo interno, portandola al suo oggi.

È la lungimirante Rocket Recordings a fare suo l’esordio Toquei No Sol (Launch267), del quale questa You Do It è degno antipasto e che elabora e rielabora stralci e intuizioni preparati da Marlene negli ultimi sette/otto anni, unendo le sue radici portoghesi con la sua crescita psichedelica a Reading. La base di questa canzone è un brano di fado che le lavoratrici agricole portoghesi cantavano durante il lavoro: si narra che Emilia, sua nonna, l’abbia sorpresa durante una sua visita con questo canto, aprendole una porta che aspettava soltanto di essere rielaborata. Marlene riesce a prendersene cura con grazia e leggerezza, stendendola fino a farla divenire una pasta semitrasparente e traslucida, che risplende al sole e che ne fa convergere i raggi in un crogiuolo in cui la voce di Marlene la fa da padrona, unita ai cori degli uccellini, le percussioni e ai giri uguali a se stessi ma in perenne movimento. Ne nasce una psichedelia umida e tropicale, che ci apre porte esperienziali e di interesse enormi. Non possiamo che abbandonarci all’estasi, staccandoci, come l’autrice, il viso dallo scheletro e mostrando un interno vivo, tutt’uno con la natura che ci circonda.

GNOD Thurston Moore Valentina Magaletti Marlene Ribeiro 

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