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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

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Hannah Jadagu: What You Did
L’ordine è uno stato mentale

Parlare una lingua comune.

Scrivere di cose personali riuscendo a toccare corde comuni è una dote preziosa che permette a un’espressione artistica di diventare patrimonio comune. Una qualità che, nel momento in cui si parla di musica, deve necessariamente fondere la scelta delle parole con una dimensione sonora altrettanto identificativa.

Nella storia musicale di Hannah Jadagu questa caratteristica è sempre stata ben evidente, sin da quando, ancora adolescente, registrava le sue composizioni con lo smartphone e ne condivideva in rete le ispirazioni.

Nel frattempo la giovane artista texana ha proseguito il suo percorso artistico, sviluppando le proprie qualità senza perdere l’approccio istintivo che la caratterizza.

What You Did, che anticipa l’album Aperture, è una canzone che parla di un addio giocando sui contrasti: da un lato un riff di chitarra cadenzato che diventa sempre più aggressivo, dall’altro il registro morbido della voce, che mette sul piatto parole aspre in un’atmosfera dreamy.

«I don’t wanna talk to you again» canta Hannah, chiudendo una porta del proprio passato, lasciando l’ascoltatore in balia dei sentimenti contrastanti dell’abbandono o delle scelte risolute, a seconda dei punti di vista. Difficile non entrare in sintonia.

Hannah Jadagu 

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