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Una volta alla settimana compiliamo una playlist di tracce che (secondo noi) vale davvero la pena sentire, scelte tra tutte le novità in uscita.

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... Tutte le tracce che abbiamo recensito dal 2016 ad oggi. Buon ascolto.

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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

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Overkill: The Surgeon
Green prima di te

Non porgere l’altra guancia.

Ad aprile uscirà il nuovo album degli Overkill, intitolato Scorched. Per molti l’ennesimo album di una band di vecchietti prossimi alla pensione che devono sbarcare il lunario. Vero: i Nostri non sono più dei ragazzini e soprattutto non capiscono il valore che oggi si dà a un like, al togliere un’amicizia da un social, al segnalare un post. Loro sono di un’altra epoca: meno colta, meno raffinata, meno fluida, meno politically correct. È per questo che hanno buttato in giro, come antipasto al disco, The Surgeon.

Per prendere tutti (criticoni e non) a schiaffi in faccia. Ma schiaffi proprio. Non spinte, pugni, armi bianche, ban… no, schiaffi a mani aperte. Perché la mano di Bobby “Blitz” Ellsworth e della sua ciurma a volte «pò esse piuma» (vedi The Years of Decay), ma a questo giro è proprio féro.

Nessun compromesso per cinque minuti e mezzo di rifferama spietato che non lascia scampo: thrash della East Coast old style con tutti i crismi, clichés e godimenti al loro posto. Per chi ha amato i ragazzacci di Fuck You – e in generale quel modo di fare quel tipo thrash – qui non c’è nulla di realmente nuovo ma di certo The Surgeon è il fiore all’occhiello AD 2023 di una band che ha saputo invecchiare come si deve.

Overkill 

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