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Dylan Gers & Noah Yorke: Red Skies
Racconti attorno al fuoco

Dylan Gers & Noah Yorke
Red Skies

Satelliti di due pianeti differenti che cominciano a ruotare attorno a se stessi.

Come già scritto e riscritto, viviamo in anni dove le vecchie glorie sono – appunto – vecchie: la maggior parte di loro ha figliato e alcuni dei pargoli, crescendo, hanno deciso di imbracciare a loro volta gli strumenti con risultati a volte scarsi, a volte sorprendenti. Capita spesso ormai.

Meno frequente invece è trovare due figli di musicisti affermati, apparentemente agli antipodi a livello stilistico, lavorare insieme e mostrare quanto il DNA dei rispettivi padri sia sì ben presente ma anche mutato e in grado di interagire alla perfezione con l’altro.

È il caso di questa collaborazione tra Dylan Gers (il papà Janick, dopo aver collaborato con gente tipo Fish e Ian Gillan, è entrato in pianta stabile negli Iron Maiden nel 1990) e Noah Yorke (pargolo del vecchio Tom dei Radiohead), che se non è curiosamente incredibile poco ci manca. Red Skies infatti suona come una versione indie e più raffinata negli arrangiamenti delle armonie tipiche di Janick (presente l’unica ballatona strappamutande della Vergine Di Ferro Wasting Love?), mischiata alla sapienza nel creare linee vocali che portano la scritta “Yorke” marchiata a fuoco. Le radici non mentono, dunque, ma il risultato è davvero piacevole e personale, “simile a” ma egualmente “distante da”, a riprova che il sangue non è acqua ma che insomma se uno vuole (o ha la fiamma dell’ispirazione ben accesa dentro) le cose si fanno sempre e comunque a modo proprio.

Il pezzo convince e oltre, al punto tale che – tranne da qualche vecchio matusa (ops, si dice boomer oggi, vero?) – probabilmente i richiami di cui sopra non verranno nemmeno notati e sarà quindi ancor più facile farsi prendere la mano da questa ballata acustica sbilenca e completamente british, tra suoni lontani che sembrano raccontare un mondo che non c’è più e un’emotività di spessore che trova nel crescendo finale la chiave che fa dire all’ascoltatore “ne voglio ancora”, come successe a chiunque abbia ascoltato la prima volta Jeff Buckley.

Le gemme più preziose sono quelle inattese che si trovano alla fine, come questa Red Skies agli sgoccioli del 2022. Se il progetto andrà avanti (e, per inciso, questo brano sotterra da solo le pur piacevoli uscite di Noah con vari progetti) sarà una delle band da tenere seriamente d’occhio nel prossimo futuro.

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