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Crouch: The Light Is Mine
Mettere a fuoco la messa a fuoco o darle fuoco direttamente?

La carneficina tanto attesa.

Del side-project dei post-blackster belgi Wiegedood si vociferava da molto tempo, ma come per molte cose poi è arrivato il pipistrello poco dark e molto Orwell a far slittare tutti i piani, soprattutto per progetti nuovi nuovi.

Ecco che allora, seppure in ritardo, il singolo dei Crouch non solo arriva come un fulmine a ciel sereno, ma dà fuoco a chiunque si aspettasse una versione annacquata della band madre.

The Light Is Mine è il biglietto da visita per l’EP in uscita l’anno prossimo e si distingue da subito per un approccio che potrebbe riassumersi in un matrimonio disfunzionale tra i Today Is the Day periodo Temple of the Morning Star / In the Eyes of God e la fase finale degli Emperor. Attenzione però, qui non si parla né di plagio né di evidenti influenze: è solo un (banalissimo) modo per cercare di definire le coordinate stilistiche del trio che da subito risulta avere una personalità spiccata e un’efficacia assoluta nell’annichilire l’ascoltatore evitando di copiare le atmosfere malinconiche e paranoicamente malate dei Wiegedood.

Se le premesse sono queste, il 2023 in ambito estremo avrà già un contendente da battere per riuscire ad arrivare sul podio delle uscite annuali di qualità.

Crouch 

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