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Philip Selway: Check for Signs of Life
Mi pesa la (Radio)head
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Canzoni nella penombra delle eclissi.

Con Familial, pubblicato nel 2010, Philip Selway aveva esposto le proprie rifrazioni più nascoste attraverso una scrittura apparentemente fragile e sottile, vicina a un folk umbratile di stampo drakeiano e con introflessioni alla Elliott Smith. Quattro anni dopo, Weatherhouse rimarcava la propria indiscutibile discendenza dai Radiohead, da cui però si avvertiva nello stesso tempo l'urgenza di uno smarcamento in termini di elaborazione personale di un pop evoluto. Che Selway avesse le idee chiare riguardo alla direzione da intraprendere al di fuori del dualismo magnetico segnato dal perimetro Yorke/Greenwood, si deduceva anche dalla soundtrack composta nel 2017 per il film Let Me Go, diretto da Polly Steele.

Il 24 febbraio 2023 uscirà, ancora per Bella Union, il nuovo album Strange Dance, anticipato dal singolo Check for Signs of Life, brano che conferma una sensibilità che si muove nella penombra delle eclissi nei rapporti umani. Selway canta sommessamente «it’s in the cracks we wait»: è proprio nelle crepe che si attende la speranza, quando si alzano i muri e si sente che la vita è cambiata per sempre. Il songwriting è vicino al disincanto di John Grant per il modo di coniugare il respiro cantautorale con una magniloquenza compressa da una dinamica sottotraccia.

Le note di piano si intersecano armonicamente con l’andamento degli archi, creando una rappresentazione cinematica dell’ambiente emotivo, soprattutto nell’inattesa apertura a metà brano destinata a chiudersi circolarmente nella ripresa del mood iniziale. In realtà, tutta la traccia sembra essere attraversata da una sospensione di malinconia autunnale, una sorta di sindrome del tramonto che si manifesta quando la luce diminuisce e si vive solo nella prospettiva di una nuova alba.

radiohead philip selway 

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