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Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.
Algiers (feat. Zack De La Rocha): Irreversible Damage
Bro da veranda
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Partners in crime per un danno musicale collaterale.

Algiers (feat. Zack De La Rocha)
Irreversible Damage

Shook, nuovo disco degli Algiers in uscita per Matador il 24 febbraio 2023, sarà «il parafulmine per un’energia e un sentimento sfuggenti ma universali: una pluralità di voci, un ritorno a casa spirituale e geografico, una strategia di condivisione in un mondo in fiamme, la storia della fine di una relazione, una festa estiva in veranda ad Atlanta».

Nel dettaglio, è come se gli Algiers avessero formato una vera e propria crew (probabile che l’influenza dei vicini di casa Run the Jewels – recentemente in tour proprio con i Rage Against the Machine – stesse diventando sempre più pressante). Se consideriamo ospiti del calibro di Zack de la Rocha, Big Rube (The Dungeon Family), Billy Woods, Samuel T. Herring (Future Islands), Jae Matthews (Boy Harsher), LaToya Kent, Backxwash, Nadah El Shazly, DeForrest Brown Jr. (Speaker Music), Patrick Shiroishi, Lee Bains III e Mark Cisneros (The Make-Up, Kid Congo Powers) bisogna ammettere che siamo di fronte a una bella “cumpa” di bro (e sis).

Con Irreversible Damage abbiamo una piccola anticipazione (insieme alla precedente e super intrigante Bite Back con Billy Woods e Backxwash) di quello che i contributi esterni possono portare al modello post-RNB degli americani. De la Rocha si integra bene in questo panorama ancora più hip-hoppeggiante, che mantiene l’impatto electro e “perde” un po’ la connotazione più rock che in passato aveva caratterizzato la band. Il pezzo, però, sembra offrire giusto quel pizzico di sale innovativo e sperimentale che ci si aspetta e dunque non se ne può non godere appieno.

Quasi una jam stradaiola e incazzosa, la traccia mantiene l’impegno sociale – caro a entrambi i partners in crime – per finire in un tripudio liberatorio, quasi vomitandone l’intenzione vera e propria, tenuta proprio per il climax. «La fine di questa canzone è il suono della gioia», dice il frontman Franklin James Fisher. «Ecco come suona la speranza nel 2022, quando tutto sta andando in pezzi».

Algiers Zach De La Rocha Rage Against The Machine 

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