Tracce 

Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

Storie 

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.
Soft Captain: Too Long
È tutto molto fluidamente vintage
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The bright side of the yacht.

I navigatori youtubbari notturni ad cazzum si ricorderanno di quella pubblicità divertentissima proveniente dalla Scandinavia in cui dei metallari truci scoprivano il lato nascosto di un amico borchiato. Ecco, magari messa così è un eccesso, ma è lo stesso tipo di sensazione provata ascoltando questo side project di Manuel Gagneux, mastermind dei black / gospel metallers Zeal & Ardor.

Un artista che letteralmente non pone limiti alla propria creatività e che dopo incursioni nel pop (con i Birdmask) e nell’electro (con GEIZ) si lancia ora in questa nuova avventura denominata Soft Captain.

Affiancato da Flo Haas alla batteria e Samuel Tschudin al resto, l’americano con passaporto elvetico indossa una camicia hawaiana e delizia (è proprio il caso di dirlo) gli ascoltatori con un brano soft rock, o come da lui stesso definito “yacht rock”, sognante e ultramelodico, che avrebbe fatto la gioia di Chris Isaak o degli Wham più ricercati.

Il risultato doppiamente sorprendente: se da una parte infatti mai ci si sarebbe aspettati un’uscita simile da quell’anima nera di Manuel, dall’altra la qualità intrinseca del pezzo è tale per cui altro non si può fare che togliersi il cappello. Da marinaretto, ovviamente.

Soft Captain Zeal & Ardor Manuel Gagneux 

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