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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.
Megadeth: We'll Be Back
Il Roscio si ingrigisce ma sempre leone rimane
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The arsenal of Megadeth, aggiornato a oggi.

Megadeth
We'll Be Back

È storia di oggi il glorioso tour della reunion dei seminali Mercyful Fate, che ha fatto tappa anche da noi al Rock the Castle. Oltre a una serie di classici intramontabili, la chicca era un pezzo nuovo di pacca, che sembra essere tirato fuori da un cilindro a metà strada tra i primi due album. Nulla di nuovo sotto il sole, ma forse proprio per questo terribilmente eccitante: dopo decenni di carriera l’appassionato non può chiedere altro che una buona riproposizione di ciò che meglio si è saputo fare.

È in quest’ottica molto poco critica e con tante farfalline assassine nello stomaco che si deve accogliere il nuovo singolo dei Megadeth. Messe da parte ballatone strappamutande tipo À Tout Le Monde o tentativi bislacchi di un rock cafone come Super Collider, già con l’ultimo Dystopia, Mustaine & Co. avevano messo in pratica quell’autovampirismo che sarà poco figo per i critici ma che fa la gioia dei fan. Piaccia o meno, i Metallica di St.Anger o Load erano realmente un’evoluzione, ma sappiamo come sono andate le cose e quindi si gode di più per una Spit out the Bone, no?

We’ll Be Back si muove in zona 1988 (So Far, So Good, So What! era), con rimandi più o meno velati al bridge di Liar, senza disdegnare occhiate a Peace Sells (la linea vocale a là Black Friday) e Rust in Peace (il lick sul primo solo di Mustaine ripreso da Holy Wars), il tutto leggermente più veloce e completamente ripulito dell’eroina per un risultato assolutamente convincente, tenuto conto di una carriera lunga 40 anni.

Diventerà un nuovo classico? No. Farà compagnia nel lettore audio per i mesi a venire? Probabilmente sì, è già questo è un risultato incredibile per uno che ha avuto più vite di una colonia di gatti selvatici.

Piccola postilla: avere nella band un mostro dietro le pelli (Dirk Verbeuren) che è cresciuto a pane e Peace Sells e un solista (Kiko Loureiro) capace di cose folli è quel quid in più che può fare la differenza e far pendere il tutto verso certe derive sonore. Anche il saper chi volere a fianco è un’arte delle migliori, e su questo Dave non ha (quasi) mai sbagliato. Aguante, Megadeth!

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Max Zarucchi
Max Zarucchi

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Metal  June 2022  
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