A’ Napule oscura brilla sott’a luce d’a luna.
Una delle caratteristiche principali della prima ondata new wave era che ogni Stato aveva il proprio suono. Se il denominatore comune era l’attitudine post-punk, le differenze si trovavano nello sviluppo delle idee a seconda delle origini. Ecco perché le Malaria! erano un’altra cosa rispetto ai Paralisis Permanente: Germania e Spagna regalano sfumature diverse.
In Italia gli alfieri di quel suono sono stati i Litfiba, che, a loro tempo, con il capolavoro 17 Re, hanno unito in maniera magistrale quelle intuizioni moderne alla tradizione mediterranea. Tradizione ricca di suoni, sensazioni e storie, siano esse vere o meno.
A proposito di storie… Tra i vari personaggi che animano il folklore partenopeo, uno dei più singolari è quello del Munaciello, spirito dispettoso ma sostanzialmente buono, rappresentato come un nano o un ragazzino deforme, vestito con un saio.
Ed è proprio lui il personaggio al centro del nuovo, splendido brano dei napoletani Geometric Vision. Luna è una cavalcata darkwave che si muove su stilemi apparentemente classici, ma che incorpora sapientemente un certo modo di arrangiare “di casa nostra” (ottimi gli innesti di viola di Nico Giordano) attorno alla base solida a opera di Roberto Amato e Gennaro Campanile. Sopra tutto questo, la voce di Ago Giordano, che sceglie come lingua proprio il dialetto napoletano, regalando un abito scintillante a un brano che è un elogio delle bellezze oscure del capoluogo campano.
Qualcosa di realmente diverso ed efficace che spicca in un panorama musicale che a volte sembra aver esaurito le cartucce. I Geometric Vision ci dimostrano che gli assi nella manica invece ci sono eccome.