Tracce 

Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

Storie 

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.
Breathless: We Should Go Driving
Scusate, la pellicola era scaduta
↤ Tracce

Fino all’ultimo respiro.

Breathless
We Should Go Driving

Viviamo nell’epoca della continua esposizione a tutti i mondi altrui. Non solo sappiamo che musica ascoltano, quali film hanno visto, che posti hanno visitato, ma entriamo in un privato di cui, spesso, non ci dovrebbe importare nulla. Aggiungiamo il fatto che – zeppi di cookies come siamo – il rischio è sempre lo stesso: invece di chiedere al collega se ha mai avuto problemi con i fari della Punto che si opacizzano, lo cerchiamo online, con il risultato che per un tot di giorni saremo inondati di notizie sulle auto dei personaggi famosi o su rivenditori più o meno affidabili. È un’overdose passiva di informazioni, che mette sotto stress i neuroni e ci dissocia dalla realtà in modo insano: perdiamo contatto non solo con il mondo esterno reale, ma anche con noi stessi.

Fortuna che, in questa slavina senza fine di notizie – quasi a sorpresa – spunta l’uscita di un nuovo album dei Breathless. E lì serve uno sforzo: spegnere tutto, disconnettersi dal mondo esterno e prendersi del tempo da dedicare all’ascolto, quello vero e totalizzante.

A distanza di dieci anni dall’ultimo lavoro, gli inglesi – tra i capostipiti del dream pop – tornano in grande spolvero, nonostante l’assenza (forzata, a causa di un grave incidente) del batterista Tristram, con un brano che è la naturale evoluzione del loro suono, quello che aveva preso forma nel 1984, anche grazie al seminale singolo Waterland. Strati su strati di chitarre e rumore bianco riecheggiano espandendosi a perdita d’occhio (pardon, orecchio) mentre il riff portante rimane ben ancorato a terra con un pattern di drum machine semplice ma efficace. Sopra tutto questo, la sempre coinvolgente voce di Dominic Appleton, per un brano intenso, evocativo, sognante e malinconico in pura tradizione british.

Ora non resta che attendere trepidanti le prossime mosse degli Slowdive.

↦ Leggi anche:
Starlight Assembly: Bloodlines (Pan American Remix)

Max Zarucchi
Max Zarucchi

Se ti è piaciuta questa traccia, questa recensione o entrambe, perchè non condividere sui social?

 

Questa traccia è anche presente nelle seguenti playlist:

Rock  July 2022  
Scrivere di musica non è facile.
Noi cerchiamo di farlo mettendoci passione, ma anche competenza, cura, professionalità. Tutte cose che costano impegno… e soldi. Se apprezzi il nostro lavoro quotidiano perché non ci sostieni diventando un abbonato?

Sei già abbonato? Accedi!

.