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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

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Bobby Joe Long's Friendship Party: Bela Lugosi's Tanz
Happy days

Bobby Joe Long's Friendship Party
Bela Lugosi's Tanz

Darkwave coatta.

La scena dark italiana (e non) è composta – da oltre quarant’anni – da una piccola percentuale di persone realmente interessate alla musica, da un’altrettanto piccola percentuale interessata realmente all’arte e alla cultura e da un’enorme maggioranza costituita da gente che parla molto, si atteggia, si (tra)veste, ma che sotto sotto non ha davvero nulla da dire o condividere. Tipo una Ferragni, ma meno sgamata nel business e soprattutto vestita solo di nero. Poser, vampirelli del sabato sera, gente scartata dai giri che contano che ha preferito riciclarsi specchiandosi nelle vecchie foto attaccate sui diari anni ‘80 di Siouxsie e Robert Smith, piuttosto che evolversi e abbracciare anche altro.

Lo stesso si può dire per le miriadi di band che scimmiottano palesemente ciò che è stato, più attenti al look cool piuttosto che alla qualità del prodotto.

Ecco allora che in quest’ottica il progetto capitolino Bobby Joe Long’s Friendship Party assume un contorno quasi mistico. Se coatto deve essere, coatto sia fino in fondo. Gli album in simil spoken word romano con basi electro wave ballabilissime sono uno schiaffo in faccia a tutti coloro non sono mai andati oltre a uno Staring at the Sea e che si atteggiano a dèi del goth perché hanno conosciuto un duo libanese «fighissimo e darkissimooh», quelli che è tutto un «brividi!» o «emozione!» – ovvero l’equivalente dei «Buongiornissimooo Kaffèèèè???», ma in latex.

Ecco, rispondere a tutto questo obbrobrio, con un pezzo in bilico tra l’italo disco e il funk in chiave Duran Duran epoca Notorious (ma non così leccato) e un testo allucinante e allucinato (che manco Fulvio dei Madre del Vizio era mai arrivato a tanto), è l’arma vincente, che se non altro rimetterà in pace il vostro giudizio critico. Perché a guardare bene, c’è molta più serietà e credibilità artistica qui rispetto a mille altri posti, e questo la dice molto lunga.

Fossero ancora in vita, un featuring con Fulvio Belandi and the Cryptic Gangbang e European Toxic Youth sarebbe l’evento dell’anno!

Bobby Joe Long's Friendship Party Bauhaus 

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