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Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

Storie 

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.
Steve Vai: Teeth of the Hydra
«Ci posso suonare pure Stairway to Heaven!»
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Lo zenith del suonare la chitarra, spostato una galassia più su.

Steve Vai
Teeth of the Hydra

Il primo consiglio è quello di ascoltare il nuovo pezzo di Steve Vai senza però guardarne il video. Come fare? Semplice. Nella foto qui sopra schiacciare il triangolino cerchiato, dopodiché premere sulle cuffiette roteanti. Ed ecco! Lasciarsi rapire da una nuova magia del genio di New York è sempre un’esperienza assoluta, un virtuoso della chitarra che non ha mai smesso di evolversi e di mettersi in gioco con composizioni sempre più raffinate e intricate. Come questa Teeth of the Hydra, che verrà ricordata nei libri di storia della musica al fianco di pezzi come Anesthesia o Eruption, canzoni/assoli che hanno riscritto completamente il modo di intendere uno strumento.

Perché è di questo che si sta parlando: uno strumento. Anzi, molti, ma tutti in uno.

Ora il secondo consiglio è quello di riascoltare il brano guardando il video, tenendo presente che pur trattandosi ovviamente di una ripresa in playback finalizzata al videoclip, Steve mima esattamente il modo in cui si suona il pezzo con quella… ehm… chitarra?

È lei! La Hydra! E se non esistesse non si riuscirebbe nemmeno a immaginarla!

Tutto questo è lo sharknado dello shredding, l’apoteosi ultima dell’evoluzione totale del guitar hero, qualcosa che farebbe impallidire anche il parrucchino di quel folle di Michael Angelo Batio, una pazzia talmente oltre che l’unica cosa sensata che uno può chiedersi è come sia potuto venire in mente a un uomo di creare qualcosa di simile. Davvero, Vai ne ha pure parlato scherzandoci su, ma il tutto rimane maledettamente incredibile.

Da sempre uno dei nomi di punta della sei corde – pardon, sette –, Steve ha raggiunto un nuovo limite che difficilmente sarà eguagliato e tantomeno superato, perlomeno nel breve termine e in maniera così efficace. Semplicemente unico.

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