Tracce 

Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

Storie 

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.
Michael Head & The Red Elastic Band: Broken Beauty
L'uomo con la chitarra
↤ Tracce

Quando la bellezza è a portata di mano.

Michael Head & The Red Elastic Band
Broken Beauty

Se questo fosse veramente il migliore dei mondi possibili, Michael Head sarebbe famoso quanto il suo fan Noel Gallagher. Talento pop cristallino con pochi eguali in termini di intelligenza e passione, il non più ragazzo (sessantadue anni il prossimo novembre) è uno dei geni venuti da Liverpool: nello specifico, appartiene alla “coda” della generazione post-punk che ha regalato al mondo una neopsichedelia intrecciata di Television e Doors, di Syd Barrett e Love.

Ecco: la brezza dolceamara di Forever Changes rappresenta il nume tutelare del nostro uomo sin dal luminoso pop chitarristico dei suoi Pale Fountains, a metà anni ’80 mai arrivati oltre il culto, nonostante un contratto con la Virgin e due LP splendidi come Pacific Street e …From Across the Kitchen Table. Di pari livello le imprese seguenti con le sigle Shack e Strands, il suo destino non è cambiato: uno degli autori più fulgidi di Albione viene ignorato, perdendosi in sfighe romanzesche tra studi di registrazione in fiamme, master dimenticati oltreoceano, casini con alcol e droga. Roba da girarci un film avendo l’accortezza del lieto fine, poiché dopo aver rischiato le penne, Michael rialza la testa e regala nuove meraviglie con la Red Elastic Band.

Un lustro dopo lo splendido Adios Señor Pussycat, si ripresenta con Broken Beauty e la produzione di Bill Ryder-Jones – concittadino e membro dei Coral – preparando il terreno al nuovo album Dear Scott. Scritta a quattro mani con la figlia, è una splendida e dolceamara gemma di pop anni Sessanta dal retrogusto black infiorettata di ottoni e archi. Un babà gustosissimo che non stanca mai, perché dentro c’è una bellezza classica con anima. La bellezza da tenere sempre a portata di mano che ti spezza il cuore perché ti vuole bene.

//