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Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.
Devil Master: Acid Black Mass
A colori era troppo poser
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Altari sacrificali per i segreti della notte eterna.

Devil Master
Acid Black Mass

Il mondo si divide in due. È una semplificazione, ovviamente, ma tendenzialmente si è portati a distinguere le masse – e dunque le persone – in due insiemi: belli e brutti, buoni e cattivi, codardi e coraggiosi, onesti e truffaldini, true e poser. Quest’ultimo confronto è il più gettonato nel metal, da sempre: esserci o farci può essere questione di vita o di morte.

Non è dato sapere se i Devil Master ci credano sul serio o se la loro sia una recita, sta di fatto che hanno diverse frecce avvelenate nella loro faretra pronte ad avallare la prima ipotesi – e anche se non fossero davvero battezzati nel sangue nero, il risultato è talmente buono che si può chiudere un occhio.

La band di Filadelfia abbina a un’immagine marcatamente black metal anni ‘90 – con tanto di corpse paint e tutto il corollario di teschi e croci rovesciate – una musica apparentemente primitiva che è un riuscitissimo ibrido tra il proto-black di Bathory e Mortuary Drape, le intuizioni dei Darkthrone e il D-beat in salsa English Dogs + Discharge, il tutto annegato in un mare di decadenza melodica. Qualcosa che può somigliare vagamente ai primi Tribulation, ma infinitamente più sgraziati e grondanti liquidi organici.

Impossibile per orecchie avvezze a certe sonorità non rimanere rapiti dalla poetica pregna di male che gocciola da Acid Black Mass, così come improbabile è non godersi il videoclip volutamente lo-fi (eppure mille volte più convincente ed efficace di molte altre cose “moderne” girate in 4K) zeppo di BC Rich, mantelli di velluto e morte sparsa su ogni fotogramma.

I Devil Master sono attualmente tra i migliori nella scena che guarda nostalgicamente al passato, cercando di ricrearne, più che i suoni, un certo spirito carnale.

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