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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

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Caroline: Good Morning (Red)
Gli otto partecipanti alla corsa campestre lungofiume edizione 2022

Folk ancestrale che si nutre di natura, illusione e splendida malinconia.

Si può essere felici in questo mondo? Sì, ma con cauto ottimismo. Questo è il messaggio che gira attorno a questo splendido brano dei Caroline, band britannica che ha appena dato alle stampe l’omonimo debut album per Rough Trade.

Un lavoro che arriva dopo una gestazione di cinque anni e comprende anche il commovente singolo Good Morning (Red), in ascolto a ripetizione da qualche giorno in cuffia e in tutte le mie stanze. La band londinese ci propone un misto di folk appalachiano e tendenze di matrice post-rock che fanno stringere le mani dei Mumford & Sons e dei GY!BE. Che avrà mai questo brano di così clamoroso, starete pensando. Ebbene la risposta sta nel semplicissimo incontro fra una chitarra basilare e gli archi, nell’alchimia perfetta fra la luce e la malinconia, un connubio di perfezioni che si abbracciano per dare vita a una delle sorprese discografiche più struggenti di questo 2022.

Il brano era stato scritto per celebrare la possibile vittoria dei laburisti nel 2017, un tempo lontanissimo e che a detta loro è ormai distante anche a livello ideale. Riscriverebbero lo stesso pezzo? Probabilmente no.

Seconda traccia di un disco che offre spunti bucolici e frammenti di idee raccolte nel tempo – con qualsiasi mezzo, anche con i telefonini – Good Morning (Red) è uno scorrere di melodie fragili, che si spezzano all’improvviso in un pianto moderato, offrendosi come taglio caratteristico di un pop a metà strada fra la disperazione e lo sfogo sommesso. Una perla che vale la pena ascoltare almeno una volta nella vita.

Caroline 

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