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Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

Storie 

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.
Ibaraki (feat. Ihsahn) : Tamashii No Houkai
Lo-fi in perfetto stile black metal
↤ Tracce

(Aged) men (still) in black.

Ibaraki (feat. Ihsahn)
Tamashii No Houkai

La massima più famosa di Antoin-Laurent Lavoisier («Niente si crea o si distrugge, ma tutto si trasforma») può essere applicata a qualsiasi concetto che riguarda l’esistenza. Compresa la musica. E, come nella chimica, non è tanto l’elemento in sé che è pericoloso, quanto il mischiare sostanze che legano poco, nonostante all’apparenza siano simili.

Il matrimonio artistico tra Matt Heafy dei Trivium e Ihsahn degli Emperor sulla carta poteva essere molto pericoloso: nonostante entrambi piantino le loro radici nel metal meno commerciale, diversissimi sono i loro approcci alla composizione, con altrettanti divergenti risultati, non tanto qualitativamente quanto stilisticamente.

E invece. Come il Bloody Mary (che, se è fatto male, è una pizza alcolica, ma, se è fatto bene, è puro piacere per il palato) è tutta una questione di equilibri, e in questa Tamashii No Houkai i Nostri raggiungono la perfezione. Parlare di metal estremo è quantomeno riduttivo, seppur le coordinate siano quelle: un improbabile incrocio tra il black, la musica neoclassica e barocca, il post-industrial e un certo sapore orientale per un risultato divinamente progressive, ma grazie a Dio privo della sua parte onanistica. Insomma, se questi sono i presupposti su cui si baserà il progetto Ibaraki a opera dello stesso Matt, il capolavoro è assicurato.

Per concludere, è davvero corroborante ascoltare delle vecchie guardie che si mettono in gioco cercando di continuare a creare qualcosa di nuovo e diverso pur rimanendo fedeli a se stessi. Alla faccia di tutti gli artisti o presunti tali che dietro un marketing mirato nascondono in realtà solo delle doti nel ricalcare quanto già fatto (e meglio) da chi li ha preceduti.

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Ihsahn: Stridig

Max Zarucchi
Max Zarucchi

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