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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.
The Smile: You Will Never Work in Television Again
Due anni così e guarda come ci siamo ridotti
↤ Tracce

Radiohead è solo una formalità, ma come sempre una questione di qualità.

The Smile
You Will Never Work in Television Again

Il sorriso può essere dolce, malinconico o amaro. Anche beffardo, come un ghigno.

Ed è forse quest’ultima posa quella che più si addice al nuovo progetto di Thom Yorke e Jonny Greenwood dei Radiohead, che – insieme al batterista Tom Skinner – hanno messo in piedi questo side project da qualche mese per dare libero sfogo al lato più diretto delle loro pulsioni artistiche.

You Will Never Work in Television Again è uno schizzo veloce e tagliente, un assalto chitarristico su ritmica sincopata dove Thom sputa una serie di liriche al vetriolo zeppe di sarcasmo, che puntano il dito nei confronti di un sistema sociale sempre più dipendente dai vecchi media vestiti di smart, dove l’unico modo per muoversi sembra essere il piegarsi (in tutti i sensi) ai voleri di chi in quei posti occupa ruoli di comando. È uno schifo, e gli Smile non fanno nulla per nasconderlo.

Come medium si affidano a qualcosa che somiglia più a certe intuizioni post-punk (immaginiamoci i primi Fall che incontrano i Butthole Surfers) che alle produzioni articolate alle quali ci avevano abituati con la band “madre”, eppure il tutto incanta anche se non lascia a bocca aperta: d’altronde, la loro mano è talmente unica che probabilmente si riconoscerebbe anche se si mettessero a suonare black metal.

Gli intrecci tra le chitarre nervose e il basso dritto, la metrica ansiogena del cantato, l’urgenza espressiva sono tutte qui. Poco importa il moniker: ci sono artisti il cui talento è più grande e riconoscibile di qualsiasi marchio, e i nostri fanno parte di quella categoria. L’unico difetto è che un antipasto simile ti lascia con molta fame: ora vogliamo ascoltare il resto. In ogni caso, una garanzia.

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Max Zarucchi
Max Zarucchi

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