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Destroyer: Tintoretto, It's for You
Patroni dell'indie barocco
| Lo leggi in 2 minuti

Misteri sofisticati del pop o misteri del pop sofisticato?

Tra le band di culto rimaste sempre nell'ombra dei riflettori più accecanti (ma da sempre esponenti di spicco dell'underground più florido e fascinoso) non possiamo dimenticarci di Dan Bejar e dei Destroyer, il suo gruppo principale – diciamolo pure – e anche quello più prolifico. Senza, naturalmente, voler togliere nulla a Swan Lake (dove collabora con membri di Frog Eyes e Wolf Parade), Hello, Blue Roses e New Pornographers.

È ancora una volta dal Canada (anche se questa volta non da Montreal ma da Vancouver) che spuntano fuori alcuni dei protagonisti più interessanti dell'indie pensante. E con Tintoretto, It's for You la miscela electro-tutto dei Destroyer ritorna a brillare in quanto perfettamente oliata ed efficace, ancora una volta tra le migliori in circolazione, sempre nuova e imprevedibile.

Baroccheggiando qua e là, scorre un rivolo di pianoforte stridulo e una chitarra giocherellona, ombreggiata da un ritmo tremolante di batteria elettronica, prima che il ritornello esploda in un elettrizzante electro-punk danzereccio. «Tintoretto, it’s for you / The ceiling’s on fire and the contract is binding». Difficile captare cosa Bejan intenda, ma è proprio nella zona grigia del misunderstanding che molte volte il mistero affonda le sue carte più efficaci, esattamente come un quadro da imparare ad apprezzare, scandaglio dopo scandaglio. O forse anche solo a prima vista.

E a proposito di mistero, ecco cosa aggiunge il regista Galloway in merito al video: «Nessuno muore, nessun tema viene esplorato a lungo e alla fine è tutto solo una raccolta di false piste di quartiere. Tutti indizi che non vanno da nessuna parte. Ma questo è il mistero. Questo è il mistero dei video musicali».

In uscita il 25 marzo tramite Merge Records, LABYRINTHITIS, è stato scritto principalmente nel 2020, registrato la scorsa primavera e lavorato a distanza con il frequente collaboratore John Collins. Misterioso e promettente, da perdercisi dentro, fin dal titolo.

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