Tracce 

Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

Storie 

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.
Geese: Rain Dance
Giovani, sorridenti e pieni di talento
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Se vuoi l’arcobaleno, devi rassegnarti a sopportare la pioggia.

Rain Dance è la canzone d’apertura del disco d’esordio dei Geese, ovvero uno dei migliori album che avete ascoltato (perché l’avete ascoltato, vero?!) quest’anno.

Il gruppo è formato da cinque giovani ragazzi nati e cresciuti a Brooklyn che si sono diplomati pochissimo tempo fa. Quando erano a scuola amavano parecchio cazzeggiare con gli strumenti e una volta finito il liceo hanno invece iniziato a fare sul serio, incidendo un disco con nove canzoni che sono tutti potenziali singoli: roba davvero rara di questi tempi.

Unendo la furia giovanile dei primi Strokes a certe chitarre alla Television, Fall e Gang of Four (ma anche a suoni che ricordano Dinosaur Jr., Pixies e Sonic Youth) i Geese hanno tirato fuori un vero e proprio instant classic. Tutto questo senza nemmeno rendersene a modo conto.

Projector è uscito per Partisan Records, la stessa etichetta che si tiene stretti sotto la propria ala gente come IDLES e Fontaines D.C. – sarà un caso? Una coincidenza? Difficile.

Geese IDLES Fontains D.C. 

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