Tracce 

Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

Storie 

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.
Elbow: Come On, Blue
A Manchester i cappotti li abbottoniamo così
↤ Tracce

Quella pronuncia, quella provincia, questa cosa dentro la pancia.

Elbow
Come On, Blue

È un bel momento storico per essere dei maschi bianchi eteronormativi: la barra non è mai stata così bassa. L’altra sera stavo accompagnando a casa una ragazza che avevo appena conosciuto in un bar, abbiamo iniziato a baciarci sulla porta di casa sua e a un certo punto lei mi ha detto: «Puoi salire, se vuoi, ma sappi che non finiremo a letto insieme». «Ok – le ho detto io – Nessun problema». «Wow – mi ha risposto lei – Sei davvero un ragazzo eccezionale!».

Davvero? Basta così poco?

La battuta non è mia, ma mi è venuta in mente ascoltando il nuovo disco degli Elbow, che si chiama Fyling Dream 1 ed è il nono in catalogo per la band di Manchester. Primi cinque gruppi di Manchester che mi vengono in mente: Oasis, Chemical Brothers, Smiths, Joy Division, Van Der Graaf Generator. Cosa ci mettono nel caffè, a Manchester? E nella birra? Anche i Verve sono di Manchester. I Verve sono tipo gli Oasis, ma meno famosi. Gli Elbow sono tipo i Verve, ma meno famosi ancora.

Ogni volta che ascolto gli Elbow mi viene voglia di passare un week-end dentro la voce di Guy Garvey, nel modo in cui pronuncia «dust to dust, trust and wonder» appena parte Come On, Blue, nel mellotron spaziale che galleggia sullo sfondo, nel contrabbasso bello protagonista che sembra un po’ Astral Weeks, e di nuovo nel suono di frasi come «preserve your trust and wonder» che hanno senso solo dentro una bocca con la barba rossa.

Poco prima della metà la canzone si gonfia e si gonfia senza realmente scoppiare mai, e dice cose come «Love transcends anything that ever ends», oppure «Non fare finta che la luna non sia lì proprio per te». Starà cantando a un bambino? A una bambina? Parla di ossa che crescono, di riempirsi i polmoni di aria fresca, ci sono i violini e gli accordi di settima maggiore, è un valzer, wow, è davvero una canzone eccezionale. Davvero? Basta così poco?

La risposta, se non la sapevi già, è nelle tue nuove tre righe preferite della pagina Wikipedia degli Elbow:

«The band’s second album Cast of Thousands was released in August 2003. The title of the album is a reference to their performance at the 2002 Glastonbury Festival, where they recorded the audience singing, “We still believe in love, so fuck you”».

↦ Leggi anche:
Elbow: Magnificent (She Says)
Elbow: Golden Slumbers
Elbow: White Noise White Heat

Simone Rossi
Simone Rossi

Se ti è piaciuta questa traccia, questa recensione o entrambe, perchè non condividere sui social?

 

Questa traccia è anche presente nelle seguenti playlist:

Folk  December 2021  
Scrivere di musica non è facile.
Noi cerchiamo di farla mettendoci passione, ma anche competenza, cura, professionalità. Tutte cose che costano impegno… e soldi. Se apprezzi il nostro lavoro quotidiano perchè non ci sostieni diventando un abbonato?

Sei già abbonato? Accedi!

.