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Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

Savage Republic : Bizerte Rolls
Che fretta c'era, maledetto inverno
↤ Tracce

Ogni “post” ha il “pre” che si merita.

Savage Republic
Bizerte Rolls

Sembra un’annotazione scontata, ma nel rock d’autore tutto ha un’origine e può vantare illustri antesignani. Pensate al post e alla scena trance californiana che lo anticipò negli anni Ottanta. Poco più di un culto, ma creativamente rigogliosa e genuinamente avanguardistica nel mescolare scampoli new wave, bagliori neopsichedelici, suggestioni filmiche e schegge etniche in qualcosa di inafferrabile. Qualcosa che è arrivato vivo e vegeto fino ai giorni nostri (tanto per non far nomi: Godspeed You! Black Emperor) mentre uno dei nomi di punta di quel “non movimento” tornava in attività.

Senza clamore e badando alla sostanza, i Savage Republic – attualmente un power quartet composto da Thom Fuhrmann, Ethan Port, Alan Waddington e Kerry Dowling – tagliano il traguardo del decimo album con Meteora, che vede la luce a sette anni dal predecessore offrendo un’altra dose di energia, arguzia e raffinatezza. Di nuovo, tra intrecci e cambi di atmosfera emergono anche certe regole del post-rock più muscolare codificate in capolavori come Ceremonial e Jamahiriya.

↦ Leggi anche:
Godspeed You! Black Emperor: Government Came (9980.0kHz 3617.1kHz 4521.0 kHz)
Good morning, Spiderland!

Un’eredità che la formazione americana custodisce e sottolinea guardando avanti, sempre e comunque. Parlano chiaro in tal senso le prese di posizione politiche contro Trump, le azzeccate variazioni sul tema e soprattutto un suono “classico” che, per le ragioni di cui sopra, è fresco come pochissimi altri.

Ascoltare per credere Bizerte Rolls, che per quasi sei minuti sballotta Link Wray tra i flutti dell’Egeo incastrandoci sopra un lunare pianoforte jazz come fosse la cosa più naturale del mondo.

Ora e sempre, viva la Repubblica!

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