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Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

Animal Collective: Prester John
L'evoluzione darwiniana passa dai synth
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Animali psichedelici, duri a estinguersi.

Animal Collective
Prester John

Bentornati agli Animal Collective: effettivamente ci erano mancati. Sì, perché comunque la psichedelia degli americani, in fondo, ci è sempre piaciuta. E non solo per Merriweather Post Pavilion, che comunque resta la cosa più importante che i quattro neonewyorkesi abbiano mai realizzato.

Time Skiffs sarà infatti il primo album in studio del quartetto in più di mezzo decennio e pare che si declinerà come una conversazione tra quattro vecchi amici. Messa così, una roba che ricorderebbe i loro primi anni, quelli relativi al periodo di Strawberry Jam.

Prester John è infatti una canzone à la Animal Collective diretta e incisiva, capace di instillare quella psichdelia pop indie che tutto sommato resta una delle influenze più radicate nella scena alternativa degli ultimi anni. Se saranno comunque in molti a continuare a non riconoscere un’evidente sperimentalità della band originaria di Baltimora, si dovrà comunque ammettere che Panda Bear e soci hanno contribuito a dare forma a questo sound specifico.

Saturazioni visuali a parte, il brano scorre conscio sia di un passato specifico – che affonda i denti ancora nei mitici Seventies – sia di una contemporaneità hipster-oriented che fa sicuro venire l’acquolina in bocca a un pubblico sempre pronto a rivivere l’auge dei gruppi che ha amato.

Avey Tare, tirando in mezzo un sovrano cristiano orientale (Prete Gianni, nella nostra tradizione), sembra perfettamente conscio di tutto ciò e forse non gli serve molto di più per continuare a tenere sulla breccia – e alla grande – il nome del suo collettivo synth-etico.

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