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Cat Power: A Pair of Brown Eyes
Che cazzo hai da guardare?
↤ Tracce

Il passo da decadenti marce musicali irlandesi a delicate ballate emozionali non è mai stato così breve.

Cat Power
A Pair of Brown Eyes

Trasformare una marcetta irlandese in una malinconica ballata potrebbe essere una cosa non da tutti, a patto di non chiamarsi Charlyn Marshall, ovvero Cat Power.

Non è un mistero che la cantautrice americana abbia imparato – e con il tempo affinato – l’arte di rileggere canzoni importanti della musica conferendo loro un imprinting tutto suo. Era già successo all’inizio della sua carriera, con Yesterday Is Here di Tom Waits inserita su Dear Sir e poi con le strepitose riletture incluse in due dei suoi più celebri lavori: The Covers Record del 2000 e Jukebox del 2008.

Ora, a distanza di 13 anni da quest’ultimo, Cat Power ha registrato un nuovo album dove, a fianco di un suo cavallo di battaglia rivisto a uso e consumo del periodo attuale (Hate, inclusa su The Greatest, che ora diventa Unhate), ci sono ben dieci cover tratte dal repertorio degli artisti che più ama. Nick Cave, Iggy Pop, Jackson Browne, i mai troppo osannati Replacements, ma anche roba più strana per chi da lei vorrebbe solo ed esclusivamente musica indie (come, per esempio, la scelta di rifare Bad Religion di Frank Ocean, che si è presa l’onore di uscire come primo singolo).

Uno dei momenti migliori di Covers, è proprio questa rivisitazione di un classico dei Pogues, A Pair of Brown Eyes, inserita originariamente in una delle migliori opere del gruppo di Shane MacGowan, Rum, Sodomy & the Lash del 1985. Charlyn la approccia in punta di piedi e lascia che la sua voce salga in primo piano. Quasi quasi, sembra che la stia cantando proprio a te. Solo a te.

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Luca Villa
Luca Villa

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