Tracce

Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

Lunghi

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c'è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Questa è la sezione longform di HVSR.

Extended Play

C'è spazio per un altro giornalismo musicale, che non si alimenti solo di comunicati stampa camuffati da news, di interviste copia-e-incolla e di altri argomenti di nessuna rilevanza? Ci proviamo.

Radiohead: If You Say the Word
Se non l'avete mai sentita è un pezzo nuovo
↤ Tracce

Rifarsi vivi con nuove, vecchie promesse da marinaio.

Radiohead
If You Say the Word

I Radiohead, dopo quattro anni da OKNOTOK, tornano con una nuova traccia. Ci sentiamo autorizzati a definirla “nuova”, perché, nonostante i prodromi – dalle annotazioni nel diario di Ed O’Brien – siano rintracciabili già nel millennio scorso (anche come C-Minor Song), non si è ascoltato assolutamente nulla della suddetta prima d’ora.

«Say the word (or c-minor song) – grande batteria, basso e voce», scrive O’Brien il 9 settembre 1999, «personalmente sto diventando un po’ ansioso su questa, perché non riesco a trovare nulla che funzioni. Ho un’idea, ma non riesco a ottenere il giusto suono. Mi rende un po’ nevrotico. Finire su quella che chiamavo la “Jonny (Greenwood) Scott Walker Song” – tanto breve e dolce».

A scovare l’idea giusta Thom Yorke e soci hanno impiegato ben 22 anni, ma lavorare con lentezza ha portato buoni frutti e con molta probabilità anche qualche variazione sul tema. Quel brano partorito inizialmente con dolcezza, col passare degli anni ha perso la sua innocenza. Se le parole sembrano raccontare un’altra promessa, le sonorità scure fanno pensare si tratti di una beffarda menzogna. Qui siamo ben lontani dall’atmosfera fiduciosa di I Promise e dai suoi crescendo lucenti. «Verrò di corsa», canta oggi Yorke, ma tutto il contorno non convince e sa di balla cosmica.

Se poi ci aggiungiamo il videoclip diretto da Kasper Häggström, con la fotografia cupa di Daniel Voldheim, una distopia a metà tra Il racconto dell’ancella e The Lobster, ritroviamo in If You Say the Word la più pura essenza Radiohead: una natura a doppio taglio in cui, a dispetto delle apparenze eteree e rigogliose, c’è sempre ben poco da (sor)ridere.

↦ Leggi anche:
R.E.M. & Thom Yorke: E-Bow the Letter
Burial (feat. Four Tet & Thom Yorke): Her Revolution / His Rope
Thom Yorke (feat. Radiohead): Creep (Very 2021 RMX)
Kid A e l'insostenibile pesantezza dell'essere i Radiohead
Radiohead: Burn The Witch
Radiohead: I Promise
Peter Frampton Band: Reckoner

Se ti è piaciuta questa traccia, questa recensione o entrambe, perchè non condividere sui social?

Questa traccia è anche presente nelle seguenti playlist:

Un grazie a chi ci sostiene!
Humans vs Robots parla di musica dal 2016, e cerca di farlo bene. E lo possiamo fare grazie a chi ci sostiene abbonandosi, e garantendo che articoli come questo possano essere letti da tutti.
Basta davvero poco: perchè non ti abboni?
.
Home
Ogni giorno una traccia che vale davvero la pena sentire
Success
La sezione longform di HvsR
Un altro sguardo sulla musica, con un aggancio all'attualità.