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Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

Olivia Vedder (feat. Eddie Vedder & Glen Hansard): My Father's Daughter
«Un uomo che sta troppo poco con la famiglia non sarà mai un vero uomo» – Don Vito Corleone
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Tale padre, tale figlia di cotanto padre.

Olivia Vedder (feat. Eddie Vedder & Glen Hansard)
My Father's Daughter

Il nuovo film di Sean Penn, intitolato Flag Day, racconta del rapporto d’amore e odio tra una figlia e il proprio padre, John Vogel, ovvero uno dei più famosi rapinatori di banche e falsari americani.

Per l’occasione, l’attore/regista ha deciso di avvalersi del suo fido amico Eddie Vedder – con il quale aveva già collaborato quattordici anni prima in quell’autentico capolavoro che è Into the Wild – per scrivere le canzoni che vanno a creare la colonna sonora della pellicola. Il cantante dei Pearl Jam ha subito pensato di farsi aiutare dai fidatissimi partners in crime Glen Hansard, noto cantautore irlandese, e Cat Power, la migliore voce femminile uscita dall’America negli ultimi trent’anni o giù di lì.

Poi, vuoi per la mancanza del timbro giusto da abbinare con il primo singolo estratto dalla soundtrack (come ha svelato lo stesso Eddie) o per un eccesso di nepotismo, il cantante ha chiesto a sua figlia Olivia (ora diciassettenne, sedicenne ai tempi delle registrazioni) di provare a cantare su una traccia acustica che aveva scritto poco tempo prima proprio con Hansard.

Il risultato è My Father’s Daughter, titolo a dir poco perfetto per ironizzare sulla relazione parentale di cui sopra e che scorrerà sui titoli di coda del film: un’agrodolce ballata malinconica che stupisce soprattutto per la perfomance vocale di Olivia. Incerta come solo quella di un’adolescente può essere, ma matura per l’età che la ragazza ha, e inevitabilmente debitrice nei confronti dell’artista più amata dalla figlia di Vedder, ovvero Billie Eilish, con la quale condivide la giovanissima età (all’anagrafe, la nuova reginetta del pop rock ha solamente due anni in più).

Non è tutto, Flag Day include anche un secondo cameo di Olivia, che duetta con il papà nella splendida There’s a Girl, altra riuscita ballata che musicalmente deve qualcosa sia a Nick Cave che a Tom Waits. Decisamente una grande scoperta, nell’attesa di conferme che (prima o poi) potrebbero arrivare. D’altronde, come diceva Joe Strummer, «the future is unwritten».

↦ Leggi anche:
Glen Hansard: Roll On Slow
Pearl Jam: Dance of the Clairvoyants
Eddie Vedder: Cartography
The White Buffalo: Fantasy
Tré Burt: Sweet Misery

Luca Villa
Luca Villa

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