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Davide Van De Sfroos (feat. Zucchero): Oh Lord, Vaarda Giò
Van De Sfroos che abbraccia Zuccher... ah no.
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Gospel dialettale per una coppia che scoppia di salute. Anche in pandemia.

Davide Van De Sfroos (feat. Zucchero)
Oh Lord, Vaarda Giò

L’urlo dell’uomo smarrito che chiede al Signore su quale strada camminare: il cliché del gospel, insomma. Ma così come quello del rock’n’roll, è un cliché che funziona. Almeno se affidato alle mani giuste.

Dopo il primo singolo che anticipava l’imminente Maader Folk, Davide Van De Sfroos ci era parso un po’ spaesato: suonava come una delle sue cose peggiori, il tentativo di rimestare un po’ nei suoi soliti versi in laghee per trovarci solo cocci. Eppure, in compagnia del prode Fornaciari, rispolvera un suo vecchio pezzo e, a quattro mani durante il lockdown, riesce a donargli vita. E pura linfa.

Già, perché se Oh Lord, Vaarda Giò ripesca le tonalità identiche di una carovana di altre canzoni (qualcuno ha detto Hey Man?) è comunque perfettamente funzionante l’accoppiata di uno dei (forse il) cantautore dialettale più importante d’Italia con una figura così importante come Zucchero: la nicchia e il mainstream, al servizio del vernacolo. Ecco infatti che l’emiliano si mischia al lombardo, quasi come se fossero il medesimo idioma, unito e coeso per far fronte al gospel al signuur.

«Oh Lord, Vaarda Gio è una canzone che aspettava da tempo di uscire dal cassetto, di essere arrangiata, musicata e cantata. Il momento è arrivato proprio durante la pandemia, quando tutti avevano più che mai bisogno di qualcosa di vagamente spirituale e mistico. Vista la struttura del ritornello, con questa: “Oh Lord, please tell me”, mi è venuto subito in mente Zucchero. E lui, oltre ad accettare, ha fatto di più: ha cantato nel suo dialetto, cosa che non fa abitualmente, regalando al brano sfumature inedite» dice Van De Sfroos.

Ah, il tutto è stato prodotto da Taketo Gohara, già produttore di pezzi da novanta come Vinicio Capossela, Ministri, Elisa e Negramaro. La ciliegina sulla torta.

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