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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.
Mayhem: Voces Ab Alta
L'Inner Circle 2.0
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Diamo a Satana ciò che è di Satana.

Freschi di annuncio dell’EP di cover Atavistic Black Disorder / Kommando, i neri amici delle lande nordiche presentano anche l’inedito Voces Ab Alta, registrato durante le sessioni dell’ultimo Daemon. Bel disco era, e così – per natura – bello anche il suo piccolo seguito.

La fortuna di certi generi musicali è quella, dopotutto – essere semplicemente fedele a se stessi. E la band di Attila non mente di certo. La frustata black è tutta lì: blast beat di Hellhammer presente, un testo che gode dell’interscambiabilità lirica del 90% della discografia dei Mayhem (ma anche di tutto il filone black nordico) e tutto il resto che suona come dovrebbe suonare.

Nessun canto del cigno, nessuna sperimentalità e nessuna innovazione, ma in giorni come questi anche un buon Mayhem 100% original è cosa più che gradita. Per metà gelido e per l’altra metà malvagio, un pezzo black metal così scalda i cuori dei puristi e non fa certo rimpiangere i tempi che furono.

L’Inner Circle (il circolo satanico, non la dating app) e il clima tenebroso di ormai trent’anni fa donavano un’aura che bastava da sola a farne parlare a lungo, ma, d’altronde – tempi che cambiano e film pettinatini a parte – diamo ai Mayhem ciò che è dei Mayhem.

Piccoli satanisti wannabe, dovete farne ancora un po’, di strada.

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