Tracce

Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

Lunghi

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c'è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Questa è la sezione longform di HVSR.

Extended Play

C'è spazio per un altro giornalismo musicale, che non si alimenti solo di comunicati stampa camuffati da news, di interviste copia-e-incolla e di altri argomenti di nessuna rilevanza? Ci proviamo.

Hooded Menace: Blood Ornaments
Appena usciti dalla cavità rabbiosa di un vecchio teschio vendicativo
↤ Tracce

Zombie che cavalcano, ancora una volta, verso i nostri décolleté.

Hooded Menace
Blood Ornaments

Gli Hooded Menace sono fisicamente i resuscitati ciechi di Amando De Ossorio e da quell’archivio pulviscolare di incubi in pellicole censurate e spettacoli di mezzanotte al Greenwich Village recuperano un’estetica molto azzeccata per il metallo. Musicalmente però hanno radici nelle brumose periferie della Nottingham anni ‘90, nelle profondità pettorali di Nick Holmes e nelle languide riottosità cavernose dei Paradise Lost. Magari rarefatte nella nebbia della memoria di una sposa morente, ma siamo lì.

Qui però, in Blood Ornaments, abbiamo una maggiore pimposità rispetto alle melense violenzaggini dei lavori precedenti. C’è una notevole dose di melodia, retropescata dalle stanze pucciose degli ultimi Carcass (quelli di Swansong, per intendersi) e soprattutto un’enfasi più battagliera, meno necrotizzata, anche se non proprio vitalistica: sempre di zombie con la spada parliamo. Il livore secolare è la sola benzina che rimembra in questi corpi e alimenta le loro scorribande campagnole nella pampa sconfinata di carosellesche memorie metalliche.

Il finale però ha finalmente lo spessore cinematico che gli Hooded hanno tentato di esprimere sin dall’inizio, con un suono che via via si allarga in strali arcigni di violini e temporalesche tastiere, lasciando filtrare tra le maglie (di cotta) e le avide ganasse vermiciose, qualche raggio di luce rappacificata con l’universo immemore di doli templari.

Se ti è piaciuta questa traccia, questa recensione o entrambe, perchè non condividere sui social?

Questa traccia è anche presente nelle seguenti playlist:

E se ti abbonassi?
Pensiamo che un altro giornalismo musicale, non basato esclusivamente su news copia-e-incolla e comunicati stampa travestiti da articoli, sia possibile. Noi, almeno, ci proviamo. Per questo in molti hanno scelto di sostenerci: perchè non lo fai anche tu? Basta davvero poco!
.
Home
Ogni giorno una traccia che vale davvero la pena sentire
Success
La sezione longform di HvsR
Un altro sguardo sulla musica, con un aggancio all'attualità.