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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

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Hania Rani: Soleil Pâle
Dalla scuderia dei conservatori di Gdańsk

Il pallido sole che illumina la scena pianistica europea.

A molti sarà già noto che questi ultimi anni sono quelli dei nuovi pianisti della scena hipsterona, evocativi e ambient-alisti, dettati a una nuova wave (se così si può chiamare), per esperti-ma-non-troppo. Insomma, musicofili attenti e/o semplici viaggiatori da sogno musicale. Il discorso potrebbe facilmente portare a facili cinismi di turno, quindi fermiamoci qui. Anche perché, sinceramente, non tutto il male viene per nuocere.

Tra i vari Nils Frahm, Ólafur Arnalds e compagnia bella, sono molte le nuove promesse che rientrano nella categoria. Una di queste è sicuramente Hania Rani, classe 1990: con il nuovo Home ha già racimolato ampi consensi nella cerchia degli “esperti” di cui sopra. Ora, con l’imminente Music for Film and Theatre, la questione è diventata ancora più esplicita.

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Per non farsi mancare nulla ed essere certi di colpire nel segno, qui c’è pure la grande accoppiata con la grande esperienza artistica redidiva di questi tempi: la danza (già con F Mayor l’accoppiata aveva fatto capolino). Il progetto artistico dietro a Soleil Pâle è ancora quello tra la Rani e il regista Neels Castillon, che diventano quasi una cosa sola al servizio dell’immaginario del nuovo disco.

Nel video di presentazione del pezzo il duo di ballerini Alt. Take, seguendo i dettami dell’improvvisazione e della spontaneità, ricalca in movimento quello che la compositrice impone come suo diktat: semplicità, emotività, pacatezza, senza particolari fronzoli o sperimentalismi di sorta.

Come suggerito dai tempi che corrono, il processo creativo è stato ispirato dal desiderio di tornare alla gioia di osservare il “qui e ora”, senza progetti per il futuro: «Musica, danza e immagine esprimono questo momento fugace che non può più essere ripetuto, nato dalla fiducia, dal movimento e dall’intuizione. L’arte comunica da sola, non ha bisogno di interpretazione». Il manifesto arriva silenzioso, non detto, fluttuando con i raggi di un pallido sole che compare sopra Parigi.

Hania Rani Nils Frahm Ólafur Arnalds 

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