Tracce

Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

Lunghi

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Questa è la sezione longform di Humans vs Robots, ed è riservata (in gran parte) agli (link: https://hvsr.net/membership/join text: abbonati).

Extended Play

C'è spazio per un altro giornalismo musicale, che non si alimenti solo di comunicati stampa camuffati da news, di interviste copia-e-incolla e di altri argomenti di nessuna rilevanza? Ci proviamo.

The Antlers: Green to Gold
Dagli ospizi alle radure
↤ Tracce

Quella Brooklyn che sogna di tornare rurale. E, almeno in musica, ci riesce.

The Antlers
Green to Gold

Gli Antlers restano un piccolo nome di culto per la scena indie internazionale. Quella autentica, naturalmente. E Green to Gold – che arriva a sette anni dall’ultimo Familiars – non è nulla se non una conferma del valore della band newyorkese. Intriso di tutto quel silenzio di cui si è nutrita l’anima del suo cantore protagonista, reduce dalla prova solista e minimalista di Impermanence e di nuovo in coppia con il fido Michael Lerner.

La title track del lavoro riassume tutte le tonalità folk da falò in una radura desolata, colorata dalla performance di danza contemporanea del videoclip, e dalla sua narrativa concettuale che segue tutto il disco. Una certa atmosfera rurale e folkeggiante prende possesso di tutta la narrazione e regala attimi di sicuro impatto bucolico, appaganti anche e soprattutto per i ritrovati fan del neo-western (chi ha detto Yellowstone?!).

«And just like that, summer’s on the outs / Cicadas swim around the house / Crickets clicking down the block / While we are on an early morning walk.»

Se i tempi più cupi e meditabondi di Hospice, così come la maggiore forza sonora del passato, sembrano superati, le malinconiche peregrinazioni liriche di Peter Silberman restano sempre ispirate e capaci di fare davvero la differenza. La suadente orchestra indie di sottofondo (accreditata a duo) ripercorre tutto quello che c’è da fare per dare ai fan quel cantautorato emozionale tutto americano, che marchia appieno il successo dei bardi di Brooklyn.

Bentornati aigli Antlers, dunque. Dal loro fare pacifico – o meglio pacificato – non è semplice stare lontani. Così come non è stato semplice, per una band tanto raffinata, riuscire a raggiungere tale semplicità. Un po’ – per usare l’ironico, ma non troppo, paragone proposto da Silberman stesso – come A Straight Story di David Lynch.

Se ti è piaciuta questa traccia, questa recensione o entrambe, perchè non condividere sui social?

Questa traccia è anche presente nelle seguenti playlist:

E se ti abbonassi?
Pensiamo che un altro giornalismo musicale, non basato esclusivamente su news copia-e-incolla e comunicati stampa travestiti da articoli, sia possibile. Noi, almeno, ci proviamo. Per questo in molti hanno scelto di sostenerci: perchè non lo fai anche tu? Basta davvero poco!
.