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Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c'è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Questa è la sezione longform di HVSR.

Extended Play

C'è spazio per un altro giornalismo musicale, che non si alimenti solo di comunicati stampa camuffati da news, di interviste copia-e-incolla e di altri argomenti di nessuna rilevanza? Ci proviamo.

Lisa Gerrard & Jules Maxwell: Noyalain
Due giovincelli
↤ Tracce

Oro, rodio e palladio non valgono un abbraccio.

Lisa Gerrard & Jules Maxwell
Noyalain

Ci sono belle voci, grandi interpreti, performer eccellenti e trascinatori magnetici. Poi esistono i fuori gara. Quelli che per qualche ragione misteriosa – che definire mero talento sarebbe riduttivo – riescono a trasformare in oro qualsiasi cosa tocchino. Qualsiasi.

Per questo parlare di un nuovo brano di Lisa Gerrard può mettere in difficoltà: non si tratta di dire se ha cantato bene o benissimo (cantar male è contro il DNA di Lisa quindi non viene nemmeno preso in considerazione), se l’interpretazione è stellare come sempre o un filo di più o altre banalità simili perché non avrebbe senso. Questa è una voce che riuscirebbe a commuovere e ipnotizzare anche la cassiera del Lidl mentre ripassa la lista della spesa, suvvia.

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Si può parlare però del pezzo in sé. Che è scritto a quattro mani con il noto compositore Jules Maxwell, prestato ai Dead Can Dance nel tour 2012/2013 e in quello più recente (al momento sospeso, ma riprenderà – assolutamente). Ora, il problema è che le due anime coinvolte sono eccezionali e il loro spessore artistico elevatissimo: il rischio di uno scivolone poteva esserci? Nemmeno per sogno.

Noyalain è un operazione a cuore aperto sullo stato emotivo e psichico dell’essere umano al centro della pandemia in corso, che con le sue tessiture melodiche solo apparentemente impalpabili riesce a scavare i nervi dell’ascoltatore lasciandolo inerme, sfinito, estasiato e annichilito allo stesso tempo. Un pianto asciutto di dolore sordo che è catarsi liberatoria, dove la Gerrard ci tiene per mano camminando leggera sulle partiture incredibili di Maxwell, in bilico tra nevrosi elettroniche e mantra evocativi. La parte visiva del clip d’accompagnamento amplifica la sofferenza data dalla mancanza di contatto fisico, uno dei drammi più subdoli di questi mesi passati all’insegna del distanziamento sociale, probabilmente utile ai fini prettamente medici ma altresì contraria alla natura stessa dell’essere umano.

Toccare il cuore degli ascoltatori come riescono a fare le musiche di Jules è una dote riservata a pochi. Riuscire a strapparlo dal petto, curarlo e rimetterlo al suo posto come fa Lisa è un dono destinato a pochi eletti. Immensi.

Max Zarucchi
Max Zarucchi

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