Tracce

Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

Lunghi

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Questa è la sezione longform di Humans vs Robots, ed è riservata (in gran parte) agli (link: https://hvsr.net/membership/join text: abbonati).

Extended Play

C'è spazio per un altro giornalismo musicale, che non si alimenti solo di comunicati stampa camuffati da news, di interviste copia-e-incolla e di altri argomenti di nessuna rilevanza? Ci proviamo.

John Hiatt & The Jerry Douglas Band: All the Lilacs in Ohio
Due amici, una chitarra (resofonica) e uno spinello
↤ Tracce

L’Elvis Costello americano ritorna con un sereno country primaverile.

John Hiatt & The Jerry Douglas Band
All the Lilacs in Ohio

Un maestro della canzone americana (folk, rock e altro) e un gruppo di virtuosi dello strumento hanno deciso di regalarci il frutto del loro incontro, che verrà portato a maturazione in primavera, com’è giusto che sia. Precisamente il 21 maggio, data di uscita di Leftover Feelings.

Un primo stralcio l’abbiamo con questa sessione live in studio. Le scherzose provocazioni del dobro (ops, chitarra resofonica) di Jerry Douglas mettono subito in chiaro l’atmosfera complessiva, e il violino sfarfalleggiante di Christian Sedelmyer fa il resto.

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Elvis Costello: No Flag

Sì, ma la canzone? La voce da vecchietto rasserenato del Costello di Indianapolis ci narra bene e con calma, galleggiando placidamente sul ritmo up-beat del pezzo, di un innamoramento travolgente e ormai remoto nel tempo, che nei ricordi può far spuntare un sorrisetto di nostalgia. Hiatt ce lo racconta in seconda persona singolare, dando a intendere di essere solo il narratore, lontano miglia di strada dal punto di vista di quel ragazzo che, su una scala di New York, si fa prendere da un brutto caso di wintertime blues, anche se è primavera, e l’Ohio intero è tutto un fiore di lillà.

Immagini frizzanti, sapientemente colorate dai consumati professionisti che formano la Jerry Douglas Band, riportano in un battito di ciglia profumi floreali e immagini di colline accarezzate da un sole che – proprio come nella canzone – «pours down like honey». Fotogrammi che tutti potrebbero associare a qualche ricordo. È il caso di lasciarli entrare? Magari sì, perché un po’ di primavera in anticipo – o molto in ritardo, ché il tempo è relativo – fa bene.

Fabio Mancini
Fabio Mancini

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