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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

EVILE: Hell Unleashed
L'inferno non può più attendere
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New thrash? Retro thrash? Ma per quale motivo non chiamarlo semplicemente thrash?

EVILE
Hell Unleashed

Dopo sette anni di silenzio e inquieti cambi di line-up, tornano gli EVILE, quartetto british che per molti rappresenta l’avanguardia della nuova ondata thrash metal di inizio anni Duemila. Il gruppo non sembra aver perso il tiro e la determinazione, nonostante l’approccio di Hell Unleashed pensi principalmente a mostrare quella parte del pugno in faccia. Ma un cazzotto va dato con i sentimenti, altrimenti è solo un gesto tecnico. Immaginate gli Exodus del 1985, intossicati solo di album thrash metal del 1987, che si esibiscono nel 2021 e avrete gli EVILE, nome che va scritto, lo ricordiamo, tutto in maiuscolo.

Hell Unleashed rimanda a una concezione cristianoide e dualista della scuola thrash, sempre avvinta alle immaginazioni dantesche tradotte visivamente da Gustave Doré, celebrate nel video. Come ogni sottogenere metallico superato in brutalità da altri sottogeneri, il vecchio thrash recita il ruolo di cattivo un po’ datato, giocandosi ancora una volta la forza nella rapidità, come professano i maestri di arti marziali, e nel cinismo lirico. Il resto sono sottigliezze che soltanto l’esperto metallaro può carpire. Uno che orecchi da fuori il pandemonio degli EVILE farà tutto un fascio pelifero di barbe e capelli, borchie e bacchette, domandandosi il perché non vi sia la consueta e deprecabile voce cavernosa.

Il grande fraintendimento che ha spinto un pugno di adolescenti brufolosi a suonare più pesante, più veloce e più evil di altri adolescenti brufolosi prima di loro – in una gara che dalla fine degli anni ‘80 all’inizio degli anni ‘90 si è poi svolta in campionati paralleli (Norvegia, Svezia, Florida, Liverpool) – è che la cattiveria sia questione di watt, BPM e testi esasperati e non un sentimento, un’attitudine, associati a uno stato di forma fisica stratosferica data dal connubio di ormoni, droghe sintetiche e nichilismo liceale. Prima che uno di questi tre elementi produca più scorie degli altri, mandando a puttane quel bilico tra vita e morte, inferno e cielo, avvengono miracoli come Bonded by Blood o Kill ‘em All. Per il resto della vita questi ex adolescenti foruncolosi, dovranno, con il mestiere e l’allenamento, riprodurre ancora lo stato di grazia venefica di cui onestamente abbiamo bisogno, talvolta con esiti a dir poco patetici.

Quindi grazie EVILE per la nostra dose quotidiana di male fatto a modino. Che l’inferno si scateni pure, non aspettiamo altro. Anche se è quello dell’85 o dell’87.

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