Ask the Dust: Dark Entries
Truccarsi al tempo del COVID
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La legge di Murphy applicata a una serata tra amici.

Ask the Dust
Dark Entries

Ci sono molti modi di affrontare la situazione attuale: uno di questi è concentrarci su cose che ci piacciono senza soffermarci troppo su quello che non possiamo fare. Questo è quello che avranno pensato Marco Fabbro (Monks, Sistrum, Lily's Puff), Ale Santi (Commando) e Max Zompicchiatti.

Gli Ask the Dust non si prendono troppo sul serio, hanno un passato ufficiale dark/punk/garage, vestono ancora di nero ma non gironzolano più famelici nei cimiteri sentendosi parte di qualche B-movie in bianco e nero degli anni 50, suonano per il puro piacere di farlo insieme scavalcando e schiacciando ogni velleità artistica ed egocentrica. Eppure il risultato, pur nel suo essere terribilmente lo-fi, è comunque da sottolineare.

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Prendono Dark Entries dei Bauhaus, la ricalcano pari pari dandole una tinta ancora più ballabile, ma verso la metà cambiano corsia trasformando il tutto in una cacofonia ragionata, qualcosa che potrebbe assomigliare a una outtake strumentale dei primissimi Alien Sex Fiend che limonano con i Sigue Sigue Sputnik. Che dire? Il pezzo originale con la sua scolastica scala discendente era già da manuale all'epoca, a dimostrazione di come il punk prima e il post-punk dopo abbiano reso immortali le cose più semplici. Un esempio? Provate a chiedere alle Hole di Courtney Love che con Mrs Jones avevano plagiato Dark Entries in una maniera spudorata (se Murphy & Co. avessero denunciato la cosa manco si sarebbe finiti in tribunale – non serve un orecchio esperto per capirlo).

Gli Ask the Dust fanno la cosa opposta: coverizzano un pezzo e ci mettono del loro, rendendo il tutto orecchiabile e piacevole, proprio come un gruppo di amici che, divertendosi, risuonano cavalli di battaglia dei miti della propria adolescenza. Passeranno alla storia per questo? No. Vi andrà di farla ascoltare ai conoscenti commentandola un po'?Probabilmente sì.

Un ottimo modo per tornare a parlare di musica invece che di grafici e curve. Niente male per un divertissement senza troppe pretese.

Max Zarucchi
Max Zarucchi

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