The Pretty Reckless: 25
Lo so, dovrei cambiare la carta da parati...
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Ce n’est que du rock, mais je l’adore: eau de parfum and roll.

The Pretty Reckless
25

Ci sono brani che irrompono nella nostra vita, ci percuotono, ci sollevano da terra e scagliano verso un promettente futuro. Altri si insinuano sotto le nostre unghie, tra i capelli, nei vestiti. Nello specifico, in questo caso abbiamo a che fare con un infido e verminoso slow hit capace di farci ingurgitare senza accorgercene una vellutata bollente che mescola il noir-craftiano dei Portishead, la malinconia degli Zep più decadenti e una chiosa beatlesiana che male non ci sta mai.

I Pretty Reckless sono arrivati al quarto album. 25 è solo un primo assaggio, ma ripromette quel senso di effettiva grandezza rock che si avvertiva nell’esordio del 2010, Light Me up e che la band – a mozzichi e bocconcini – si era rimangiata nei due lavori successivi.

D’altra parte, l’ex modella Taylor Momsen può fare quello che vuole di noi: è come una gigantesca Jessica Lange che tiene il pubblico (almeno quello con una spiccata androginia) nel suo pugno e digrigna un sorriso affumicandolo di nicotina, prima di ingoiarlo.

Qualcuno sostiene con canaglia ironia che questo video sia lo spot più gigantesco mai realizzato su un profumo, ma la Momsen è uno spettro uscito da riviste patinate e spot commerciali alla francese, e quindi simili connessioni sono inevitabili. D’altro canto, porta comunque un contributo non da poco alla questione, offrendo all’animalesco pubblico hard-blues quel pizzico di fashioneria in grado di trasformare le solite moine female rock in qualcosa di più magnetico e colpevole.

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