Tracce 

Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

Storie 

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.
The Blue Hour: Cold and Bare
Aspettando Godot alla finestra
↤ Tracce

Non chiamatelo goth, sarebbe quantomeno riduttivo.

Il sottobosco musicale è sempre stato affascinante: un brulicare infinito di gruppi che, perlopiù, si scioglievano in poco tempo, lasciando magari qualche piccolo tesoro su nastro prima di cadere nell’oblio. Pochi, pochissimi hanno resistito negli anni, e sono quelli che (sganciati da obblighi contrattuali e paranoie da stardom), hanno potuto continuare a seguire i propri istinti, cesellando poco alla volta il proprio stile senza pressioni né aspettative se non quelle nei propri confronti.

Con Barry Galvin (Mephisto Walz, Scarlet’s Remains, Christian Death) e Michael Louis (Shadow Assembly) come ospiti, la coppia (artistica e non) formata da Marselle e Brian Hodges (qualcuno ricorderà quest’ultimo nei Black Atmosphere) pubblica un nuovo singolo, in attesa del prossimo album Always.

↦ Leggi anche:
Nox Novacula: Last Will and Testament
Christian Death: Forgiven
Mephisto Walz: Skin 2020
Symbolism: Iced out
Doctors We Trust: Static Memoir
Christian Death: Haloes (2021 Mix)
The Sixth Chamber: Jump into the Flames
Blood Dance (feat. Bari Bari): Burn Slow
Christian Death: The Alpha and the Omega
The Bellwether Syndicate: Dystopian Mirror

I Blue Hour, attivi ormai da molti anni, sono tra gli ultimi alfieri di quel sound epico e romanticamente grandioso, che partendo dai Cocteau Twins e This Mortal Coil passa appunto per i Mephisto Walz e i Lycia, tra stratificazioni di chitarre emotivamente evocative, voci sensuali e sornione e arrangiamenti sublimi che elevano a tempio la malinconia più sanguigna, trasformandola in bellezza grondante pathos.

Cold and Bare è un gioiello incredibilmente cangiante, vera e propria gemma che va a incastonarsi sulla corona della carriera della band. Quasi come se la grazia di Kate Bush incontrasse le atmosfere dei Dead Can Dance trasportate sulle sei corde cariche di effetti, il tutto facendosi produrre da Nigel Godrich. Messa così, rende l’idea?

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