Tracce 

Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

Storie 

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.
Renée Reed: Fast One
A suo agio relegata in un angolo
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Musica da veranda per visioni da radura deserta.

Tempi luminosi per il corso del neofolk sognatore casalingo. Quindi tempi perfetti per introdurre un personaggio come Renée Reed all’attenzione – rigorosamente mite e super-indie – di una nicchia musicale dal sicuro fascino underground.

Spirito creolo e cuore cajun emergono da tutti i pori del debutto della giovane figlia d’arte (Harry Trahan il nonno, Lisa Trahan la madre, Mitch Reed il padre – solo per fermarsi alle foglie più esterne dell’albero genealogico), registrato su un buon vecchio 4 piste. Fast One, la title track ne è la presentazione più emblematica.

Lafayette, Louisiana e il suo panorama alla True Detective che a tratti ricorda l’immaginario vintage tanto caro a David Lynch, donano alla semplicità del tocco della Reed un qualcosa di magico, che riesce a esulare dai soliti standard fissati a suo tempo da Tim Buckley. La si vedrebbe bene, infatti, proprio in quel Roadhouse Bar di twinpeaksiana memoria.

Un po’ Ryley Walker, un po’ piccolo souvenir français alla Serge Gainsbourg e un po’ nuovo fenomeno alt-country, c’è qualcosa di vero in questa ragazza con la chitarra che suona in veranda che non può facilmente passare inosservato. Vibrante, misteriosa e suadente. Lasciatela regalarvi una visione galante e onirica, così necessaria in questi tempi di reclusione forzata.

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