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The Weather Station: Atlantic
Si era rotto lo specchio così c'ho fatto un vestito
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Quando le previsioni del tempo dicono che sarà un bel sound.

The Weather Station
Atlantic

La torontoniana Tamara Lindeman non è un personaggio che va preso sottogamba. E nemmeno la sua creatura The Weather Station, arrivata – pur con cambiamenti di formazione – ormai al quindicesimo anno di vita. The Ignorance sembra già essere un succulento e appetitoso boccone, a cui compito spetta il compito di tornare a convincere dopo l’omonimo disco del 2017.

Insieme a Robber, anche Atlantic si ambienta (almeno visivamente) nel medesimo bosco. L’ensemble funziona nelle sue divagazioni e caratterizzazioni quasi indie-folk, merito del timbro della canadese e della coppia flauto/sax che colora il tutto con un sound disadorno eppure originale.

«Mi sento come se passassi metà della mia vita a cercare di rimanere positiva. La mia intera generazione lo fa. Ma se ti soffermi un attimo a leggere della situazione climatica in questo momento, positività e leggerezza non sono proprio la prima reazione che sale a galla. E allora devi trovare nuovi modi di esistere e di vedere, anche solo per guardare il tramonto. Ho praticamente fatto impazzire la band per replicare con le note quello che avevo in testa, ma alla fine ce l’hanno fatta. Il flauto e la chitarra si rincorrono, girando come uccelli, i tamburi precipitano come nella loro rettilineità». Così commenta la Lindeman, che – non a caso – è anche la regista dei video.

Seppur nel panorama indie ormai i cloni e le fotocopie siano incalcolabili, è pur vero che la ricerca di un qualcosa che abbia dalla sua semplicità, orecchiabilità, buon gusto e un pizzico di autenticità vale sempre lo sforzo. Qui le cose ci sono tutte. Le previsioni del tempo fanno ben presagire.

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