Suspect208: Long Awaited
Ma papà vi ha mai raccontato dei backstage? No eh?
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Rock and roll (private) high school: buon sangue non mente.

Suspect208
Long Awaited

La prima cosa che viene da pensare è “chissà come si sente il chitarrista”. Perché il quartetto è un supergruppo di seconda generazione. Alla batteria il figlio di Slash, al basso quello di Robert Trujillo, alla voce quello di Scott Weiland. Tutti e tre cresciuti in ambienti che trasudavano rock and roll, tutti giovanissimi e con qualche esperienza seria già nel curriculum (su tutte, il tour di Tye Trujillo con i Korn). Eppure a fare la differenza è proprio Niko Tsangaris.

Se è vero che il pezzo fila via liscio che è un piacere, tra vari rimandi agli Stone Temple Pilots e Velvet Revolver, è la sua chitarra a svettare sopra il resto, con uno stile già ben rodato che se non ricorda il miglior Slash poco ci manca. Che sia un figlio illegittimo? Un C’è posta per te musicale? Comunque un portento.

Poi, se si va a vedere, si scopre che insomma, non è uscito propriamente da un garage, ma da uno studio di registrazione con Tommy Lee e Bob Rock. E allora risulta meno miracoloso (ma non per questo meno godibile) questo singolo di debutto dei Suspect208, tanta è la quantità di talenti che, in un modo o nell’altro, stanno intorno alla band. Le mele non cadono lontane dagli alberi: il gioco sta tutto nel non marcire troppo presto e sperare di venir raccolte dalla persona giusta nel momento giusto.

Fuoco di paglia o meno, Long Awaited è il pezzo r’n’r che non tradisce e fa battere il piedino quanto basta per volerne ancora. Mancano “solo” la viziosità e la fame che avevano i loro genitori alla loro età. Ma non si può avere tutto.

Max Zarucchi
Max Zarucchi

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