Humans vs Robots
 
Chris Cornell: You Don't Know Nothing about Love
Mi mancherai, mixer gigante
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La voce dell'anima, in tutti i sensi.

Chris Cornell
You Don't Know Nothing about Love

Guardando attentamente alle decine di pubblicazioni licenziate dalla famiglia di Jeff Buckley dopo la sua morte, è lecito avvicinarsi con diffidenza al primo disco di Chris Cornell edito dopo la sua scomparsa.

Non si può d’altronde dire che tutto quello che ha preceduto questo disco si reggesse su buoni presupposti, tra cause legali ai componenti rimasti dei Soundgarden da parte dell’attuale famiglia Cornell, sino ad arrivare a tributi di dubbio gusto dedicati all’iconica voce di Seattle. E invece…

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Venerdì 11 dicembre, senza alcun preavviso, è arrivato su tutte le piattaforme streaming No One Sings Like You Anymore, il primo album postumo dell’ex voce dei Soundgarden, degli Audioslave e dei Temple of the Dog. Un tributo al soul, a partire da quello degli albori fino ad arrivare al contemporaneo, inciso e prodotto nella primavera del 2016 dal cantante di Seattle con Brendan O’Brien, già al fianco dei Pearl Jam nei loro lavori più iconici o del Bruce Springsteen post 11 settembre.

Nonostante tutto, il risultato di questa raccolta è inaspettatamente convincente. Nel corso dei suoi trentasei minuti, il cantante rilegge successi di John Lennon e Harry Nilsson arrivando a far visita ad artisti poco noti che hanno contribuito in maniera determinante alla crescita del soul in America. Uno di questi è Carl Hall, del quale Cornell prende in prestito il suo pezzo più famoso (You Don't Know Nothing about Love) per aggiungervi una performance vocale eccezionale, come – dopotutto – era prevedibile. D’altronde il soul, così come il blues, non è una cosa che puoi fingere: o ce l’hai dentro o non ce l’hai.

Una delle tante anime di Chris, oltre a quella del rocker duro e puro, era senz’altro anche questa, sempre tenuta in ombra ma che qui brilla nel suo massimo splendore.

Luca Villa
Luca Villa

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