Humans vs Robots
 
Kairon; IRSE!: Welcome Blue Valkyrie
I Tame Impala dei boschi finnici
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I colori spaziali della Finlandia shoegaze.

Kairon; IRSE!
Welcome Blue Valkyrie

Tra gli scaffali (virtuali o non) di un panorama shoegaze per palati sopraffini c'è sicuramente da ritrovare il nome dei Kairon; IRSE!. Scritto proprio così, sì. D'altronde, ormai da un po' l'interpunzione nei nomi è ormai una moda hipsterofila. Quindi qui abbondiamo: non solo il punto esclamativo, ma anche il punto e virgola. Bisogna, dopotutto, essere al passo con i tempi in tutto e per tutto!

A parte le questioni anagrafiche comunque, c'è da constatare che, a questo punto della storia, la formazione finnica è riuscita ad accaparrarsi un interessante spazio nel cuore degli aficionados della psichedelia eterea. Già, proprio quelli che hanno trovato nel verbo indie dei Tame Impala una nuova manna dal cielo.

Il primo disco dei ragazzi di Seinäjoki è uscito nel 2014 grazie a un crowdfunding su Bandcamp (e non si dica che il DIY non riservi poi sorprese) e da allora i Kairon; IRSE! si sono mossi (bene) in quei meandri psych-vintage, lasciando talvolta in bocca un retrogusto di progressive nordeuropeo (qualcuno dica pure Motorpsycho). Tutto molto bello. Tutto molto buono.

Welcome Blue Valkyre è il nuovo pezzo, tratto dal terzo lavoro, Polysomn, uscito a fine settembre per la mitica Svart Records. Il post-rock si mischia ai My Bloody Valentine e alle rimembranze degli Slowdive, offrendo sei minuti di colori spaziali, riverberati e cosmici, ma che – tutto sommato – sanno ancora di Beatles.

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