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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

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The Copper Trees: Eyes
Mark Rothko? Scansate proprio!

Arrivano da Seattle ma più che al grunge guardano alla New York dei Velvet Underground e di Andy Warhol.

Ascoltando la canzone di debutto dei Copper Trees, duo formatosi a Seattle giusto qualche mese fa, è inevitabile venga subito alla mente I’ll Be Your Mirror dei Velvet Underground.

Inevitabile perché Kate Neckel è un’artista newyorkese a 360 gradi con importanti progetti multimediali alle sue spalle e collaborazioni – da David Byrne dei Talking Heads a Mike McCready – che l’hanno sicuramente ispirata e influenzata anche in questa nuova avventura.

Al fianco di Kate c’è Eric Lilavois, produttore e collaboratore in diverse serie televisive americane, nonché proprietario del London Bridge Studio, luogo sacro dove nei primi anni Novanta hanno registrato tutte le migliori band della scena musicale di Seattle (dai Temple of the Dog ai Pearl Jam, per intenderci).

A sentire Eyes si può affermare che l’incontro tra i due – tra arte e musica – sia indubbiamente riuscito. Ora non ci rimane che aspettare il disco di debutto che, si dice, potrebbe arrivare entro la fine dell’anno.

The Copper Trees 

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