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Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.
METZ: Hail Taxi
Foto scattata con uno Huawei P40 dopo il ban all'azienda cinese voluto da Trump
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La muraglia (di decibel) canadese.

Post-core, post-punk, post-rock. Tutto quello che ora tira è post. I METZ invece sono avanti dal momento in cui sono nati. Sin da quando hanno attaccato la spina una decina di anni fa, sono pian piano riusciti a erigere un sempre più unico e potente muro di suono che non teme rivali anche in quest’anno funesto.

Come sempre ispirati a band come Fugazi, Shellac e a tutto quel sottobosco di gruppi americani che stanno sotto l’etichetta del post-core, il gruppo canadese arriva ora al quarto disco in studio (Atlas Vending – fuori il 9 ottobre via Sub Pop) e riparte da dove si concludeva il precedente Strange Palace, prodotto dal guru Steve Albini e acclamato un po’ da tutti.

A giudicare dal secondo singolo estratto, pare che a questo giro il trio si sia maggiormente concentrato a trovare una melodia giusta in grado di rimanere in testa, oltre che a proporre l’ormai consueto e gradito assalto sonoro a cui ci hanno abituato sin dal loro esordio.

Hail Taxi, tra saliscendi ben dosati e acidi riff che spuntano verso la fine della traccia (parenti stretti con quelli di un’altra ben più nota band che incideva per Sub Pop una trentina d’anni fa) entra sottopelle ed è una bomba a orologeria pronta a esplodere sui palchi di tutto il mondo, una volta che si potranno nuovamente tenere concerti.

Se negli ultimi tempi avete imparato ad amare band come IDLES, Shame e The Murder Capital, è impossibile non farsi rapire dai suoni dei METZ, tre tizi in giro da molto più tempo di tutte queste formazioni britanniche che vanno per la maggiore e che hanno saccheggiato qua e là (diciamo omaggiato, visto che per esempio Adam Devonshire ha sfoggiato più volte la t-shirt dei METZ) proprio parecchie delle loro idee.

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